Antonella Viola: Il virus continua a circolare ma l’impatto sulla salute pubblica è meno pesante

Sono giorni che mi sento ripetere la stessa domanda: perché Regno Unito e Spagna hanno deciso di eliminare le restrizioni e trattare il Covid-19 come l’influenza mentre altri Paesi, tra cui l’Italia, impongono nuove limitazioni e obblighi? Chi ha ragione? Per rispondere, dobbiamo cercare di capire in che momento della pandemia ci troviamo e quali sono i possibili scenari futuri.

Le pandemie sono tipicamente caratterizzate da un susseguirsi di fasi. All’inizio, dopo che il virus ha compiuto il salto dagli animali all’uomo, l’infezione inizia a propagarsi e, in questo periodo, l’intero pianeta è inerme perché sprovvisto di immunità. 

Questa rappresenta la fase acuta e dolorosa della pandemia che abbiamo vissuto negli ultimi due anni, quella in cui devono essere messe in atto tutte le misure di contenimento necessarie. Man mano che il contagio si diffonde o, quando è possibile, che le popolazioni vengono vaccinate, il numero di persone infettabili diminuisce, temporaneamente o per tempi lunghi. 

A questo punto inizia una fase di decelerazione della pandemia: il virus continua a circolare ma l’impatto sulla salute pubblica è meno pesante. 

Se, come nel caso di Covid-19, i vaccini sono disponibili in tempi rapidi, il passaggio dalla fase acuta a quella successiva dipenderà molto dalla efficacia e velocità della campagna di vaccinazione. Salvo sorprese, la fase di decelerazione del SARS-CoV-2 si verificherà nei prossimi mesi, dopo il passaggio di Omicron e con l’arrivo del periodo estivo. La grande incognita sta però nel prossimo autunno-inverno: ci sarà una ripresa dei contagi o riusciremo a procedere verso la fase successiva, quella di controllo? 

Se l’immunità generata dai vaccini e dalle infezioni reggerà, magari anche grazie ad un richiamo stagionale aggiornato, e se non entreranno in gioco nuove varianti che la eludono, la pandemia evolverà verso una fase di controllo o endemica: il virus resterà in circolo nel mondo ma diventerà gestibile perché il tasso di infezione è ormai stabilizzato. A questo punto sarà possibile trattare Covid-19 come l’influenza stagionale.

E’ evidente dunque che siamo ancora ben lontani dal considerare il SARS-CoV-2 al pari di un virus endemico.

Nel Regno Unito, il picco di Omicron è passato e il numero di contagi è in netto, rapidissimo calo. Questo segnale positivo, insieme a urgenti ragioni di opportunità politica, hanno spinto verso la frettolosa eliminazione delle misure di contenimento, sebbene sia presto per dire che il Paese è entrato nella fase di controllo della pandemia. 

In Spagna, invece, nonostante le notizie che girano, non ci sono cambiamenti in atto ma il governo ha solo avviato un’analisi su come gestire in futuro la pandemia, come prepararsi alla convivenza con il virus. 

Per quanto riguarda l’Italia, il picco di Omicron sembra raggiunto e nelle prossime settimane dovremmo assistere ad un rapido calo dei contagi, che ci consentirà di togliere le mascherine all’aperto ma non di rinunciare al green pass o alle mascherine nei luoghi chiusi. Per arrivare a questo, per allentare le restrizioni più importanti, dovremo attendere l’arrivo della stagione estiva, sperando di arrivarci senza ulteriori sorprese da parte del coronavirus.

(Editoriale pubblicato su La Stampa)