Passato e presente

Cieca sono stata
ma non perché mi son mancati gli occhi
ma perché il sognare era
un male passato,
un camminare leggero dimenticato
un corpo di mattino seppolto
su un sepolcro
vivo perché conservassi
ricordi difunti.
Sulla corteccia dura,
sui miei petali disgiunti
perfino il sole era rimasto al buio
nella macchina mescolata
a rimpianti e assurdi attaccamenti.
Flora del mio petto, tempio
dei bei momenti,
ho chiuso lo sguardo per vedere
lacrime coronate col sorriso,
un nuovo sole nel mio viso,
una nuova speranza che illumina
la mancanza di luce
che mi faceva annegare.

Y. C. L.

I sintomi sembrano spesso malattie, ma sono la nostra salute. Bisogna che ci teniamo alcuni dolori, alcune allergie, alcuni stati febbrili, alcune miserie, perché sono le valvole di sicurezza del corpo. Senza tutto questo non ci possiamo curare né comprendere quanto sia bello sorridere.

Poco fa mi hanno detto: “Stai diventando vecchia”, “non sei più te, stai diventando seria e solitaria”.

-“No”, ho risposto. “Non sto diventando vecchia, sto diventando forse saggia.”

Ho smesso di essere quello che in molti vogliono e che fa a loro comodo, per diventare quello che voglio essere e chi voglio essere io. Ho smesso di cercare a tutti i costi l’accettazione degli altri per accettare me stessa; ho lasciato alle mie spalle quelli specchi bugiardi di me, che con lusinghe e convenienza mi ingannavano senza pietà, per usarmi.

No, non sto diventando vecchia. Sto diventando assertiva, selettiva di luoghi dove andare, di persone da frequentare, di abitudini e ideologie da abbracciare.
Ho lasciato alle mie spalle gli attaccamenti e i cuori putridi. L’ho fatto non per amarezza ma semplicemente per la mia salute.
Ho lasciato dietro di me i dolori non necessari, le persone tossiche, le anime malate; ho lasciato quelle notti di bevute infinite, quelle notti insonni a parlare di niente, per sentirmi il giorno dopo meno di niente, con persone con le quali parlavo di nulla.
Mi sono lasciata dietro alle spalle le notti insonni dalle quali non ho imparato niente. Ho smesso di vivere storie senza senso perché ora voglio solo scriverle. Ho lasciato a un lato gli stereotipi imposti, non porto più maschere nelle tasche, ora porto un libro sottobraccio per arricchire la mia mente.
Ho cambiato il vino per una tazza di caffè, così mi sono dimenticata di idealizzare la vita per viverla.
No, non sto diventando vecchia. Porto nell’anima innocenza, voglia ancora di stupirmi e di sorridere.
Ho nel cuore la voglia di scoprire quello che conta. Porto nelle mani ancora carezze e tenerezze, come un bocciolo che attende d’aprirsi.
Mi aprirò ma in luoghi inarrivabili, con grandi ali, mi aprirò lontano da coloro che cercano cose materiali e frivole.

No, non sto diventando vecchia, porto ancora nel mio volto sorrisi, che scappano quando osservo la semplicità della natura. Porto nel cuore sensi per ascoltare il canto dei passeri.
No, non sto diventando vecchia, sto diventando selettiva, do il mio tempo a chi voglio.

Y. C. L.
Foto Giuseppina Pina Brintazzoli

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