Nella casa del vento” la raccolta poetica, di Maria Rosaria Teni 

Prefazione libro di poesie 

“Ospite errante senza tempo nella casa del vento!” –  Ha inizio così la silloge di poesie che prende il titolo “Nella casa del vento” e che vuole rappresentare la metafora della condizione dell’uomo, imprigionato in una secolare precarietà ed esposto ad ogni folata di vento che la vita sprigiona nelle sue incursioni improvvise. Nomadi in cerca di stabilità, gli esseri umani, in perenne dissidio tra la voglia di eternità e il desiderio di fuga da una realtà a volte soffocante. Nella continua ricerca della libertà di vivere senza strettoie e condizionamenti, con il presagio che incombe e che ci fa temere di rimanere intrappolati tra pareti di carta in una dimora apparentemente stabile, ma fragile e cadente.

La raccolta si compone di poesie composte rubando attimi al tempo che fugge, nella constatazione della provvisoria inconsistenza dell’essere, nel caos di mete irraggiungibili. Sono poesie in versi liberi o sciolti, scaturiscono da sensazioni, impressioni, stati d’animo e a volte riflettono una sorta di pessimismo inconsolabile per sfociare, tuttavia, in una conscia e rassegnata accettazione dell’umano destino. L’opera appare pervasa dalla consolante presenza della natura che accompagna ed asseconda un verseggiare a volte ermetico, a volte allegorico, come avviene nella lirica “…Scampoli di cielo dardeggiano tra lucore di lacrime nel desolato silenzio di un giorno qualunque” e nella personificazione del vento come elemento che interviene nella quotidianità ed entra a farne parte, in un turbinio incostante e improvviso. Una liricità intimistica e riflessiva che si estrinseca nell’immediatezza delle emozioni che diventano il paradigma di un afflato universale.

Nella casa del vento

Cosa è la poesia? 

Inizio la mia prefazione con questa domanda che educatamente porgo al lettore, il quale se ha scelto di accostarsi a questa opera ha già inciso dentro di sé la risposta. La poesia è il profondo dialogo dell’anima con il Creato, per chi non crede con il Tutto, che ci avvolge, ci guida e ci abbraccia nel corso della nostra vita. Probabilmente nessun poeta potrà mai dare una risposta razionale e logica alla richiesta appena fatta, poiché proprio nel non – razionale si fondano i versi che sgorgano irrequieti e dolci dal profondo Io. La poesia è come la filosofia: vanno a toccare corde così profonde di un mare che talvolta in tumulto altre in quiete sono il carburante vitale della persona e ne danno un senso.

“Nella casa del vento” rispecchia questa agorà in cui si muove l’anima che, essendo qualcosa di universale, verga versi in cui ci ritrova tutti, ognuno con i propri tempi e nel proprio spazio, ognuno con quella difficoltà di esprimere appieno ciò che vortica e che a tratti accarezza. Molti potranno trovare sollievo nella solitudine nelle pagine che seguono, altri potranno appropriarsi della voce che sale fino alla superficie a portare alla luce quelle pieghe che ci rendono liberi e vivaci, anche nel buio. Sicuramente ci sono versi di una triste dolcezza che aderiranno come una sana benda curatrice di ferite ancestrali, accanto alla speranza per un domani che luminoso aspetta tutti e che nella poesia trova la sua bella inesprimibile se non attraverso il loro sommesso canto verso il cielo.

Il vuoto di te mi travolge
e mi scaraventa nel dolore,
senza pietà.

Versi scritti dedicati alla perdita in cui molti si riconosceranno, una struggente poesia di dolore e mancanza che volge in un sospiro al finale nell’impeto di non arrendersi alla dipartita finale

La tua ultima lacrima
scava un solco di amarezza
dove si arena il mio desiderio
di darti ancora un soffio di vita. 

(La tua ultima lacrima)

Come non ritrovarsi nei versi in cui si scandiscono i pensieri di questo tempo incerto, fatto di insicurezza e dubbi, un tempo in cui ci si sente scaraventati e scevri di appartenenza

Giorni che si frantumano

su scogli di eternità illusoria.

Scivolano ore 

nella liquidità inconsapevole

di un tempo effimero

per fini nel percepirsi al di fuori di sé

Mi vedo vivere… 

Un’altra sera è annegata nella notte,

immersa nelle onde eterne

di un mare senza tempo.

(AFFASTELLATI)
 [pensieri]

L’autrice esprime con tutta la sua forza interiore la morsa lacerante dell’attesa, in bilico tra speranza e paura, nella estenuante lotta di chi non può far altro che attendere un verdetto ignoto che non si conosce nella sua benevolenza o crudeltà.

Attese che consumano
e si consumano
nell’attesa di un momento
disatteso
che cambia una vita.

(ATTESE…)

Come non commuoversi nell’intimo di una preghiera invocata affinché il legame non si perda nei meandri della povertà d’animo, come non lottare in un guizzo dolce e accorato per chiedere ancora di …parlare …comunicare…per non lasciarsi andare nell’oblio dell’anaffettività e della solitudine

parla e raccontami ancora

dei tuoi pensieri

non nascondere niente                     

non torneranno mai più

i nostri sogni /fioriti negli anni 

appassiti   nel tempo

che corre e non torna

ascolta la voce che parla

e il vento la porta …

ora è dentro di noi

(PARLAMI ANCORA)

Sono solo alcune delle liriche di queste pagine intense di sentimenti accorati, di solitudine e di amore, di mancanza e di pienezza di vivere. Pagine scritte così delicatamente da essere lette con dolcezza perché chi abita nella casa del vento è un’anima delicata….

E il mio viaggio si avvia

silenzioso / rassegnato a

languire a occidente…

Nel connubio di vita e di morte

in un soffio dell’anima infitto

su ali d’eterno spiegate

nell’abisso ineffabile e mondo

si dirada il reale nel sogno

un aprirsi di cielo dilegua

tra folate bizzarre di vento!

(NELLA CASA DEL VENTO)

Mariantonietta Valzano