Piccola Anna fragile e forte
dalle domande immense
scritte fra righe di spine parallele
e incomprensibili confini:

Dove fuggì la ribellione
dove si nascose la dignità?
Fra condizionanti profezie, ingenuità furiose
nella folle paura di sfidare giudizi già dati
o forse nell’arroganza disperata dei kapò?

Oppressa da voci
hai ripiegato ordinata i tuoi sogni
su un pavimento grigio
su una stella, cucita con fili di follia.

Hai atteso invano
un giorno illuminato solo da polvere di cielo.
stringendo memorie, luci lontane
lo immaginavi pieno di colori
corse sui prati, emozioni d’amore

ma la notte arrivò silenziosa
ti mise una stella sul petto
le labbra sulla fronte
e ti regalò il giorno più buio del mondo
sconsiderata ambiziosa meta di uomini folli

quelli che ora negano
quelli che non ricordano
quelli che sperano
in liberazioni dalla coscienza.

Piccola Anna tu ora lo sai
la follia del dominio
ha sempre un nome maschile
e odia, invidiosa la santità diversa
dei cuori femminili…

27/1/2013