Il punto di vista – “Un anno vissuto tra pandemia e DDL Zan in attesa di un nuovo Presidente della Repubblica” di Mariantonietta Valzano

lente ingrandimento

“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano

Un altro anno è finito all’ombra del covid, alternato dai vaccini ma sempre fiorente e danzante tra ricoveri e influenze casalinghe.

In realtà molti si sentono sfiniti, dalla paura, dalla distanza…dai no vax…in generale delusi e fiduciosi con la pazienza a pezzi di fronte a coloro che non vogliono fare da cavie…come se invece gli altri non avessero altro scopo nella vita…oppure di fronte a chi ha l’ardire funesto e offensivo di negare le morti. Siamo tutti stanchi, prostrati da una prospettiva troppo lunga del susseguirsi di ondate pandemiche. Il Natale è sfilato cauto tra mascherine e distanziamento, condito dai tamponi e le lunghe file per farli davanti le farmacie. In pratica tra le illusioni perdute.

L’anno se ne va portandosi dietro il fallimento del DDL Zan, che forse doveva essere ragionato alla base in un altro modo. È mio personale punto di vista fare due riflessioni: uno sulla sostanza del reato di omofobia e uno sulle aggravanti relative alla medesima.

Come tutti i reati che ledono la persona, la sua integrità, salute e rispetto, il reato di omofobia deve avere un peso specifico di gravità nel suo commettersi. Tuttavia, i miei dubbi riguardano il suo peso nell’aggravante. Io credo che le aggravanti che si debbano considerare siano la tortura, fisica e psicologica, la violenza efferata, l’omicidio omofobico o d’altro tipo. I reati sono tali sempre e comunque, il male inferto è tale sempre e comunque. Se io etero vengo offesa e diffamata è reato come se lo stesso dovesse accadere ad un omosessuale, transessuale o altro. Ugualmente la violenza perpetrata, stupri o qualsiasi malvagità contemplata nel Codice penale.

Io ritengo che abbiamo tante leggi e poca sostanza, troppi cavilli, e alla fine cosa accade? Si evidenziano reati di serie A e altri di serie B. Quindi a che vale tutto il resto per aggiustare una stortura che nell’intimo è concettuale? Le persone sono PERSONE, qualunque sia il suo genere, orientamento sessuale, condizione sociale, razza, religione, pertanto tutto ciò che lede la sua salute o il suo benessere è un reato grave. Sempre.

La dignità delle persone non è negoziabile.

Il problema dell’omofobia e di ciò che ne consegue è frutto del pregiudizio e dell’educazione maschilista patriarcale che da sempre flagella il nostro Paese fino ad offenderlo. È la cultura che deve evolvere e cambiare magari in modo radicale.

A tal proposito si avvicina il tempo dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e perché non una donna?

Ci sono molte donne, che non menziono per non dimenticarne alcuna, che potrebbero decorosamente, con competenza e padronanza della mansione di primo cittadino, ricoprire questo ruolo. Forse sarebbe l’inizio di quella rivoluzione culturale che un po’ è fallita come il DDL Zan.

Eppure, facendo questo discorso…l’ostilità più grande sapete dove l’ho trovata? Nelle donne!!! Paradosso del patriarcato generazionale: le prime a svalutarsi sono proprio loro…

Forse ci mancano le basi per una vera cultura dignitosa della persona…e per questo il Codice penale può far poco. Siamo noi popolo italiano a dover crescere.

Tanti auguri di buon anno a tutti

Mariantonietta Valzano

https://culturaoltre14.wordpress.com/