NEI TUOI OCCHI HO TROVATO IL MIO UNIVERSO, di Leonardo Migliore

Ho visto la mia stella triste, lontana.

Le tenebre non lasciano spiragli a un cuore innamorato.

Amore mio, perché il fuoco della frenesia ha lasciato il posto alla malinconia?

Amore mio, dove si nasconde la nostra vita?

Il ricordo di un’antica emozione scorre forte nelle mie vene, 

quella sera che in riva al mare eravamo boccali congiunti da un filo di lana*.

Sì, il cielo stellato che si tuffava nell’acqua nera

ed era vera e finissima la sabbia di quell’allora in cui siamo stati assieme. 

Nei tuoi occhi ho trovato il mio universo,

io, una piccola e impertinente stella,

assaporavo con percezione aptica

il mare sconfinato della Via lattea.

E ora sono solo, il mio cuore è in frantumi,

un pazzo sentimento solo barlumi della tua aura ravviva.

Torna indietro e pensa ai nostri corpi uniti, 

al fuoco che sprigionava la nostra pelle, 

ai nostri sguardi che riflettevano la luce dell’altro, 

ai nostri baci

che benedicevano un frugoletto. 

Non fuggire per il tuo dolore, 

io ti capisco e ti posso guarire: 

salterò su una nuvola grigia, 

farò piovere tutte le mie lacrime

e ti regalerò il sole, 

andrò nei prati

e ti raccoglierò le viole, 

strapperò il sorriso dal mio viso perché tu ritorni a gioire.

Non posso più vedere la mia stella triste,

la mia vita non ha più musica né parole senza di te.

Con la nostalgia di una dolce melodia 

il mio sussurro sentirai attraversare il tuo corpo: 

dipingerà, in un campo appena fiorito, un arcobaleno sul volto innocente del nostro bambino, 

alimenterà la corrente fluviale che,

fra i vagiti di un cielo bambagiato di vapori,

ci farà scivolare lenemente sulle acque blu intrise di mare.

* Cfr. «Simposio» di Platone, 175d.

Autore: Leonardo Migliore