Negli ultimi tempi si sono verificati di rado gli entusiasmanti allenamenti, ciò dipende dagli impegni di lavoro che la coppia conduce, tuttavia, quando questo avviene, stanno molto attenti a non farsi male, per evitare di ritornare a casa malconci. Non è dignitoso farsi vedere in queste condizioni dalle rispettive compagne. Nello scontro fisico non ci sono regole, a parte non colpirsi al viso; ma a volte capita e allora chi subisce si arrabbia di brutto. Parker con le dita della mano si asciuga un rivolo di sangue che esce dal naso, per poi osservarle unte di un colore rosso vivo.

«Mi hai toccato!» esclama il detective

«È capitato … ti chiedo scusa» si giustifica Ted.

«Non è vero, sei particolarmente nervoso, ci sei andato duro fin dall’inizio.»

«È una lotta, non un balletto, cosa vuoi che facessi?»

«Hai ragione!» Parker, per tutta risposta lo colpisce con un diretto al volto. L’amico finisce giù per terra.

«Ho capito, vuoi la guerra!» dice Ted, alzandosi e avventandosi con una capocciata al ventre del detective, facendolo cadere pesantemente sulla pedana. Ne viene fuori una lotta a muso duro, senza esclusioni di colpi. Alla fine, sfiniti, entrambi si ritrovano a corto di fiato distesi a pancia in su.

«Mi fanno male tutte le ossa … » afferma Ted.

«A chi lo dici … » replica Parker.

«Siamo stati degli stupidi.»

«Confermo.»

«Ce la siamo voluta.»

«Già.»

«Faccio fatica ad alzarmi … » dice Ted, con una smorfia di dolore.

«Perché dovremmo farlo, abbiamo molto tempo a disposizione, mica dobbiamo andare a timbrare il cartellino; siamo dei liberi professionisti» risponde Parker.

«Devo ammettere che è una bella cosa … » risponde l’amico con un flebile sorriso.