Un nome, un volto

Avevano bisogno,
queste mie solitudini,
d’un nome, forse d’un volto,
nella rassegnata attesa,
nel lento defluire
verso quel mare incognito,
dalle torbide acque,
dove ogni fiume finisce.

E poi, come per caso,
lo sguardo s’alza al cielo,
verso l’orlo striato
e rosa, di una nuvola,
e nel volo di un’aquila,
possente e solitaria
nel dominare i venti,
leggo un segno di speranza,
un rifiorire di memoria.

Ed ecco,
tra le mie disperate,
e tristi solitudini,
in un cumulo d’echi,
finalmente ritrovo
quel nome a me caro,
quel volto tanto atteso.

GPG (Giuseppe Pippo Guaragna)