Nemico il pianto

Io, con lo sguardo perso in quell’azzurro,
là dove l’onda è sposa del suo cielo,
che si fa di cobalto all’orizzonte
e, con mano d’amante, l’accarezza.

Traccio ricordi sulla sabbia fine,
disegno i giorni persi e mai trovati,
dipingo d’ambra e azzurro i miei pensieri,
ne faccio vele che non salperanno.

Dispersi come foglie al vento d’Ostro,
son tutti gli anni miei, ormai sepolti,
e croci sono, e lapidi e sepolcri,
con nomi senza volto e senza storia.

E dunque, che sarà della memoria,
di quando il giorno cominciava all’alba,
e risplendeva Venere al tramonto,
e c’era il tempo di tessere sogni.

Nemico il pianto, senza alcun conforto,
aridi gli occhi ed arido anche il cuore,
e il desiderio di lasciarsi andare,
all’abbraccio pietoso del mio mare.

GPG (Giuseppe Pippo Guaragna)