Il meraviglioso paese, incastrato come un gioiello tra le sinuose colline, si sveglia da un incubo. Per i suoi abitanti è stata una notte terribile, rintanati in casa, come se fuori ci fosse il coprifuoco. Quando, timidamente, alle prime luci dell’alba decidono di uscire per capire cose avesse disturbato la loro quiete, rimangono esterrefatti.

– … no, non è possibile! – esclama una donna. – È tutto tranquillo, come se non fosse successo nulla; eppure, abbiamo sentito tutti gli spari, l’esplosione, gli elicotteri sorvolare la zona … –

– Già! – replica un uomo. – È davvero molto strano. –

– Non è possibile che siamo andati tutti fuori di testa – interviene un altro abitante del paese. – Non ce lo siamo sognato, questo è poco ma sicuro. –

– Mia figlia non è rientrata a casa … – dice una donna. – Sì, non ho notizie di Laura da ieri sera, prima che succedessero i fatti. Mi aveva chiamato dicendomi che lei e la sua amica Francesca stavano allontanandosi per una breve vacanza e che sarebbero ritornate presto. Mi ha detto che dovevamo stare tranquilli, ma dopo quello che ho sentito stanotte, non lo siamo affatto. Non vorrei che le fosse successo qualcosa … –

– Io, non ho notizie di mia figlia – dice un uomo anziano, appena sopraggiunto. – Francesca non si sarebbe mai comportata così; le è successo sicuramente qualcosa, ne sono più che convinto. –

– Quindi, sappiamo che entrambe le due amiche si sono allontanate poco prima che si scatenasse l’inferno … inferno di cui non è rimasta nessuna traccia – commenta un giovane uomo.

– So che la mia ragazza aveva deciso di aiutare quell’uomo … mi riferisco allo straniero. – dice il papà di Francesca. – Sì, come collaboratrice domestica. Solo il tempo di mettere un po’ d’ordine in quella casa, è quello che mi aveva assicurato. –

– Laura era andata a darle una mano – fa sapere la mamma dell’amica.

–  Be’, allora cosa aspettiamo?! Andiamo in quella benedetta casa – dice l’uomo.

***

Un nutrito gruppo di persone raggiungono a piedi l’abitazione dello straniero, Francesco per le due amiche, situata appena fuori dal paese. L’uscio è socchiuso; bussano, ma non risponde nessuno. Sei di loro entrano nell’appartamento, tra questi, i genitori delle due giovani donne scomparse. Tutto sembra in ordine, grazie anche al lavoro delle due collaboratrici domestiche. Dopo aver perlustrato la casa, l’attenzione viene rivolta su un borsone aperto appoggiato sul tavolo del soggiorno. Un uomo gli si avvicina con un certo timore, come se al suo interno ci fosse una bomba pronta a esplodere da un momento all’altro. Presosi di coraggio, va a sbirciare dentro, constatando, con un sospiro di sollievo, che è vuota.

– … qui non c’è nessuno – dice uno del gruppo.

– È scomparso anche lui – replica un uomo. – E non c’è nessuna traccia delle due ragazze. Che si siano allontanati insieme … –

– Lo escludo – risponde il papà di Francesca. – Me ne avrebbe parlato; e poi, per lei era un perfetto sconosciuto. Mia figlia non era il tipo di avventurarsi in simili situazioni. –

– Sarà pure così, fatto sta che sono scomparsi tutti e tre; non possiamo definirla una pura coincidenza. –

– Sì, sono d’accordo – interviene un altro del gruppo. – Penso anche che abbiano a che fare col casino di stanotte. –

– Cosa vuoi dire?! – risponde con tono duro il papà di Francesca.

– Che nulla succede per caso. Il casino di stanotte, l’allontanamento simultaneo, aggiungerei forzato, delle due ragazze e dell’uomo. Il quadro è fin troppo chiaro; qui c’è sotto qualcosa … di estremamente pericoloso. Mi dispiace … –

– Ho paura per mia figlia – dice con aria affranta la mamma di Laura.

– Cosa dobbiamo fare? – chiede un uomo.

– Intanto, denunciare la loro scomparsa, mi sembra la cosa più ovvia, e sperare che alle due ragazze non sia successo nulla di brutto. –

– Io pregherei anche per l’uomo. –

– Ognuno è libero di fare quello che vuole; per me è lui la causa di tutto, e ha coinvolto, seppur involontariamente, anche le due ragazze. Ecco, perché se ne stava da solo, senza dare confidenza a nessuno. Uno che si comporta così ci sarà pure un motivo. –

– Ok. In questi casi il tempo è prezioso, perciò sbrighiamoci ad informare gli organi competenti. –

– Che Dio li aiuti – commenta una donna del gruppo.