Quando arriverà, Patrizia Caffiero

[all’improvviso]

Quando arriverà

starai conversando con un’amica 

senza consultare l’orologio

oppure ti troverà

in piena sindrome di Stendhal

stomaco chiuso ginocchia deboli

davanti a un Botticelli.

Quando accadrà 

starai camminando come un gatto

sulla rue fra Les Halles e il Centro Pompidou.

Indosserai un abito da mezza sera rosso corallo

o la tuta da ginnastica preferita

logora per i troppi lavaggi.

Sarai in plein air

o dentro uno scafandro

distratta o determinata, attenta come un’aquila o 

nel mezzo di una grassa risata.

Verrà senza annunciarsi colui che scorticherà la tua buccia

aprirà la gabbia del pollaio

la carta mancante del mazzo

giglio nero fra gigli bianchi, mantide religiosa 

un uomo con un peso specifico

mirino puntato che non farà mai fuoco.

In quel momento

inequivocabile come un temporale

piomberà lo sconosciuto, e la pietra scartata

diventerà la pietra angolare.

Fattene, sin da adesso, mia cara

una ragione:

non sarai pronta, ma non conterà.

Proverai ad allontanarlo

ma non ti riuscirà.

Persino tu dovrai fare i conti

un giorno,

con l’amore non richiesto.

(Patrizia Caffiero 13.03.2021)