Meridionale: inno poetico ai Sud del mondo

«Meridionale. Frammenti di un mondo alla rovescia, edito da 4 Punte Edizioni (112 pag. 12 euro), è la terza tappa di un viaggio iniziato dal giornalista e poeta pugliese Giuseppe Di Matteo qualche anno fa con Frammenti di un precario. Allora l’autore si era soffermato sulla precarietà dei nostri tempi, che non è soltanto la mancanza di lavoro ma anche di futuro. Meridionale prova invece a ragionare sul significato di una parola: chi sono i Meridionali? E cosa significa esserlo oggi?

Domande tutt’altro che oziose. I Meridionali, infatti, sono da un lato gli italiani del Sud, che spesso se ne devono andare o sono costretti a combattere per una vita dignitosa a casa loro, tra mille difficoltà. E poi ci sono i “nuovi” Meridionali: gli italiani con la pelle nera, i migranti, pure i precari. Insomma, chi sta dall’altra parte della barricata, quella meno privilegiata e, come suggerisce il titolo della silloge, vive in un mondo alla rovescia, all’interno del quale tutto è più difficile, fragile, ostile. In altre parole, i protagonisti del libro sono i figli di una sofferenza che i Meridionali “doc” conoscono molto bene e che, per ciò stesso, è in qualche modo condivisa.

Non mancano alcune vedute della Puglia, terra-madre dell’autore. Un rapporto, quello tra Di Matteo e il suo luogo d’origine, amoroso e tormentato. Partire? Restare? La vera sfida, e forse l’unico amore possibile e duraturo, è appartenere. È, questa, una delle principali direttrici del libro. Un percorso che, spiega l’autore, è lo stesso di tanti Meridionali. 

«La “maledizione” di essere meridionali rivive negli occhi tristi del venditore africano, di chi parte di notte, lasciandosi una porta socchiusa alle spalle – scrive Alessandro Cannavale nella prefazione al volume -. Ha il sapore che lascia in bocca l’amarezza di chi parte suo malgrado. Nelle immagini che emergono dalle pagine di Meridionale, anche i tramonti sono “migranti inattesi”, vestiti di terra rossa: anche il cielo è reso partecipe della danza di partenze e ritorni a cui sono state condannate generazioni intere». Ma c’è dell’altro: quell’atavica rassegnazione di cui, secondo Di Matteo, il Sud è ancora in parte imbevuto e contro la quale bisogna lottare. «Ho provato a farlo con le mani nude della poesia», puntualizza l’autore, che ha scelto il frammento per regalare al lettore schegge di parole assai refrattarie alla consolazione.

Resta un’ultima domanda: perché leggere Meridionale? È Di Matteo a dirlo: «La mia poesia nasce da un’urgenza interiore figlia di uno sguardo sul mondo. Vuole essere d’impegno civile, ma è anche piacere autentico della scoperta. Le parole possono celare una forza straordinaria».

Giuseppe Di Matteo (Bari, 1983), giornalista professionista, collabora con QN e con il blog Pane e Scorpioni. Ha lavorato a Sky TG24, Il Giorno, Telenorba e la Gazzetta del Mezzogiorno. È stato anche addetto stampa della casa editrice Paginauno.

Nel 2019 ha pubblicato Frammenti di un precario (Les Flâneurs Edizioni), nel 2020 Cronache quotidiane (sempre per Les Flâneurs) e nel 2022 Il 1799 in Terra di Bari (Adda Editore).