QUADRO

I miei pensieri somigliano stasera
a quest’acqua bambina
che corre a passettini d’argento
dietro tutte le barche.
L’ombra del promontorio,
sul bianco mare,
– bassa nota rauca
in questa sviolinata crepuscolare –
ha il colore abbrunato di un rimorso;
ma, sulla punta,
– nitido come uno squillo battagliero –
l’ansito del faro palpita,
anelando al largo.

ANTONIA POZZI, S. Margherita, 12 giugno 1929
Pubblicata in “Parole” a cura di Graziella Bernabò e Onorina Dino, Ancora Editrice, 1015. Il titolo è un indicatore semantico: la poesia è un quadro, dipinto con le parole. Strofa unica di 13 versi; ho contato: 3 doppi senari; 4 settenari; 2 quinari; 1 senario; 2 endecasillabi; 1 novenario. Metafore notevoli ‘acqua bambina’; ‘bassa nota rauca’; ‘il colore abbrunato di un rimorso’; ‘uno squillo battagliero’; ‘l’ansito del faro’.
La poetessa guarda il mare di sera; il suo occhio scorge via via: l’acqua intorno alle barche, il promontorio in ombra, l’onda del mare che manda un rumore roco come quello di un violino al crepuscolo, il promontorio che ha il colore scuro di un rimorso, ma sulla sua punta si sente il respiro del faro, che brama di recarsi al largo.
Lirica visiva, che diventa visionaria, scritta da Antonia a 17 anni.
Utilizzata da Enza, per il bel lavoro fatto in classe, dai suoi alunni.