Valeria Bianchi Mian: COME SE FOSSE L’ULTIMA VOLTA 

Ieri, in metropolitana. Sale un uomo con la sua chitarra e suona un pezzo in lingua spagnola. Nessuno lo considera. Suona bene, secondo il mio modesto parere, e ha anche una bella voce. È bruttino, bassissimo e un po’ cicciottino, canta con la mascherina e mi fa tenerezza (a scanso di equivoci, visti i commenti di alcuni per i quali non si può dire bruttino = un insieme elfico magico per un momento magico). 

Io batto le mani perché mi spiace che non venga apprezzato. Che cavolo, lo capisco. Uno si sbatte un sacco nella vita ed è difficile essere accolti. Rispettati. Quante volte è capitato a me. Ovviamente faccio subito la mia brutta figura tra madamin e gente con la faccia ficcata dentro il cellulare. Lui è contento. Si presenta, viene dal Sud America. Mi dedica una canzone dicendo: 

“Questa canzone parla del fatto che ogni giorno bisogna vivere come se fosse l’ultima volta. Apprezzare ogni cosa della vita. Bacia tuo marito come se fosse l’ultima volta ogni giorno.” 

Dico certo certo, però speriamo che non sia l’ultima eh. 

Si mette a suonare… Bésame (bésame)/Bésame mucho/Como si fuera esta noche/La última vez, eccetera.

Ora vi chiedo.

Facciamo un gioco.

Se fosse l’ultima volta che potete parlarmi, scrivermi, dirmi cose.

Cosa direste?

Avete qualche sospeso con me? 

Pensate che io abbia qualcosa da dirvi?

Di solito sono molto diretta ed esprimo sempre il mio pensiero.

Lo faccio quando credo che abbiate pestato il mio piede.

Lo faccio quando credo che abbiate donato un fiore.

E voi?

Comportiamoci sempre come se fosse l’ultima volta.

Io apprezzo l’accoppiata Carpe Diem e Memento Mori.