Fabrizio, nello schiudere gli occhi, quasi a non crederci, prova un senso di serenità interiore, di rilassatezza; merito, prima di ogni cosa, del fatto di aver dormito ininterrottamente per ben sette ore. E considerando che ciò non gli capitava da un bel po’ di tempo, non può che essere soddisfatto. Certo, questo non significa che abbia finalmente voltato pagina, che ha risolto i suoi problemi, ma è pur sempre una bella sensazione che va gustata pienamente senza farsi troppe domande, perché potrebbe ritrovarsi da un momento all’altro nel baratro. Quindi, la cosa migliore è far finta che tutto sia normale, anche se in effetti non è così. L’uomo si stiracchia e rimane nel letto stringendosi forte al morbido cuscino, pensando di non dover andare lavorare perché è domenica.

«Già! Quasi me ne dimenticavo» dice tra sé e sé con un’espressione compiaciuta, Fabrizio. «Antonella. Che donna stupenda!»

***

Antonella è una bella e simpatica ragazza che ha conosciuto in modo davvero casuale. Il gattino di lei era sfuggito andandosene a nascondere dietro la ruota della sua macchina. Fabrizio era riuscito a tirarlo fuori, facendo felice la sua giovane padrona.

« … grazie!»

«Ha un bel musetto. Come si chiama?»

«Bimbo.»

«Un nome davvero appropriato.»

«Già, fin quando sarà piccolo va bene, ma dopo un po’ meno. Comunque, mi piace.»

«Immagino che anche noi abbiamo un nome.»    

«Credo proprio di sì» replica con un’aria sorridente la donna. «Io sono Antonella.»

«Fabrizio. Abiti da queste parti?»

«Sì, abito lì» risponde Antonella, facendo cenno alla palazzina di tre piani dietro alle loro spalle. «Tu sei di qui?»

«No.»

«Infatti è la prima volta che ti vedo.»

«Sono stato in un negozio qui vicino … un negozio di giocattoli.»

«Sì, lo conosco.»

«Dovrei comprare un regalo per un bambino, il figlio di un amico, che compie gli anni.»

«Capisco. Com’è andata?»

«Troppa roba; mi sono confuso.»

«Capita anche a me quando devo fare un regalo. Ti auguro al più presto di farcela, così da far felice il bambino.»

«Sì, lo spero anch’io.»

«È stato un piacere conoscerti.»

«A chi lo dici.»

«Magari ci rivedremo.»

«Il mondo è piccolo.»

«Sai dove abito … scusami, volevo dire, volendo non è così difficile rincontrarsi.»

«Non mi capita spesso di avere di queste opportunità, potrei decidere di accettare l’invito»

«Nessuno te lo vieta. Viviamo in un mondo libero, o sbaglio?»

«No, non ti sbagli.»

«Spero di non averti messo in difficoltà.»

«Ti prometto che sopravviverò.»

«Ok. Mi sento sollevata. Riporto Bimbo a casa.»

«Stai attenta che non ci riprovi di nuovo.»

«Stai tranquillo» risponde col sorriso sulle labbra la donna.

«Ciao.»

« …  a presto.»

***

È una ragazza interessante, pensa Fabrizio, alla guida della sua autovettura; e anche lui ha fatto la sua bella figura, di questo ne è certo, riuscendo a camuffare per bene i suoi problemi. E come se non bastasse, per un attimo prende in seria considerazione le parole di Antonella, e cioè, l’idea di potersi rincontrare. È solo un’ipotesi che l’uomo tende a tenere lontano dalla sua mente, perché pensa che alla fine si rivelerebbe una perdita di tempo e nulla più. E su questo Fabrizio è convinto di avere le idee chiare. È questione di ore, forse di giorni, e poi tutto finirà; e spera nel modo migliore, senza grossi traumi o sofferenze. Perché è questo che fino ad ora gli ha impedito di portare a termine il suo progetto. L’ultima volta che ci ha tentato è stato tre giorni fa, ma anche allora non è stato, come ama definire lo stesso Fabrizio, fortunato. C’è sempre un qualcosa che si frappone nel momento cruciale. Ma è solo questione di tempo. E non sarà certo la bella Antonella a ostacolare l’inevitabile, a suo avviso, conclusione. Sì, perché in verità ce l’ha messa tutta, sperando che nella sua testa le cose cambiassero. Ma nulla da fare. Perfino Dablo, il piccolo cane meticcio gli è stato in qualche modo d’aiuto; sì, sicuramente in termine di piacevole compagnia, ma non al tal punto di allontanare i suoi propositi. Al suo rientro a casa, il suo amico a quattro zampe gli fa sempre una festa.

«Ehi, sono qua! Pensavi che non rientrassi più? Hai ragione, non posso lasciarti così. Devo trovare una soluzione … prima che vada via. Mi dispiace, ma è la verità; non rimarrò ancora a lungo. Già, tu l’hai capito perfettamente, e per questo hai paura di non rivedermi più. Ti capisco.»

L’uomo si accomoda sulla poltrona nel soggiorno, mentre Dablo gli salta addosso, accucciandosi sulle sue gambe.

«Devo trovare qualcuno che si prenda cura di te … – inevitabilmente il pensiero va ad Antonella. «Ho conosciuto una giovane donna e il suo simpatico gattino. È una donna interessante … forse avrei dovuto conoscerla prima … »