Il modo del web è una fioritura continua di scrittori e poeti, chi più ne ha,
più ne metta. Una jungla infinita dove tutti si improvvisano scrittori, anche chi scrittore
non lo è proprio. Tutti pubblicano, in self publishing, tutti possono diventare editori e la
ricerca del talento? Beh, quello non esiste più. Quindi un minestrone, dove è impossibile
distinguere il merito, da chi non ha merito. Alla fine c’è un businness, anche in tutto ciò,
ed è difficile emergere, anche per chi il talento ce l’ha! Gli editori, quelli di una volta dove
sono? Ma anche loro, poverini, tempestati da migliaia di scrittori come fanno a leggerli
tutti? Non li leggono.
Eppure in tutta questo uragano di scrittori, capita di leggere parole che ti incantano,
perchè sono parole dell’anima e allora pensi che c’è ancora speranza.
Io amo la poesia e quindi parlerò di chi scrive poesia, chi fa ciò non si appella con tale
altisonante nome, è semplicemtente una persona che pesca nelle emozioni,
scrive sentimenti, moti d’animo, amore, disperazione, sofferenza, gioia, allegria,
insomma un caleidoscopio di sensazioni. Vero che la poesia è di nicchia, ma piano piano
sta entrando nelle nostre abitudini e attitudini mentali.
Imma Paradiso, già il nome è tutto un programma, già si ha l’impressione che sia
destinata a scrivere o comunque un nome che è già una firma.
Io che guardo in giro, sono rimasta colpita dalla sua freschezza zampillante, dai suoi versi
del cuore, dal suo modo di essere attraverso ciò che scrive. Se avverti qualcosa dentro di te,
quando leggi, vuol dire che ciò che leggi, non è solo lettura, ma è sbirciare nel profondo.
Questo mi piace molto di Imma Paradiso, ritengo inoltre che sia una brava scrittrice
dialettale. C’é molta cura in ciò che scrive, il napoletano è scritto come deve essere scritto.
Una cura che è frutto di studio e di ricerca, come la sua evoluzione, nel senso che dimostra
nei testi una certa maturità differenti dall’inizio. Consiglio a tutti di leggerla, molto profonda,
mai a caso, racconta sempre una storia di se. Io le ho chiesto tre poesie, ed espressamente
due in dialetto, per l’accuratezza del testo e la passione che esprime.
Imma ha fatto della poesia il suo mondo, un mondo che ti salva la vita. Un mondo lieve,
sensibile, delicato, un mondo di trascendenza, dove il suo ” Io” si identifica con le sue
parole.
Imma è la sua poesia.

Una piccola biografia di Imma – Imma una tua biografia per conoscerti meglio-

Mi chiamo Imma Paradiso, ho 52 anni e vivo ad Acerra in provincia di Napoli. Sono sposata ed ho un meraviglioso figlio di 22 anni. Ho un diploma di maestra elementare e da anni faccio doposcuola ai bimbi che adoro forse perché io stessa mi rispecchio in loro, eterna Alice in questo Mondo delle Meraviglie che è quello della poesia. Da ragazzina prediligevo la prosa, mi cimentavo nei racconti e alcuni mi sono stati pubblicati in una rivista nazionale. Ora ho trovato la vera dimensione nei versi ed è una continua scoperta.

  • Una domanda di prassi, ma sarei curiosa di sapere, quando hai cominciato a scrivere-

Quando ho cominciato a scrivere…direi quando non l’ho mai fatto? Da adolescente, ero una ragazzina timida, molto chiusa, già nel mio mondo, avevo 12/13 anni e mio nonno mi regalò una macchina da scrivere e ci passavo intere domeniche.

  • Quindi da quello che dici, è sempre stata la tua passione.

Penso che si nasce già con un’anima poetica, leggevo tantissimo e “Piccole donne” fu la mia rivelazione…mi immedesimavo in Jo e ero risoluta a diventare una scrittrice.

Quindi a un certo punto della tua vita, hai fatto una scelta e cioè abbandonare la prosa, perchè?-

Ho abbandonato la prosa con un taglio netto e totale. Parecchi scrittori si sono dilettati nei due sensi ma alla fine è come dividersi fra due amanti, col tempo uno di loro ti diventa indifferente, non ti suscita più niente. Per molto tempo inseguivo il mio sogno ma i versi riempivano le pagine del mio diario. I racconti nascevano dalla fantasia e venivano inviati alle case editrici, le poesie esprimevano le inquietudini del mio animo e nascevano nel buio della mia stanza, quasi in segreto…la poesia richiede maturità, raggiungere la consapevolezza di sé e quando questo è avvenuto ho trovato la mia vera vocazione.

  • Quale è il tema più ricorrente nelle tue poesie?-

Amo affrontare più temi nelle poesie, cerco di non fossilizzarmi né essere monotematica, certo l’Amore è il sentimento cardine un po’ per tutti ma la poesia è anche una grande arma sociale, deve emozionate ma anche fare riflettere.

_So che scrivi in vernacolo, anche.

Sono napoletana quindi il dialetto è il mio patrimonio culturale, tra parlare e scrivere c’è una grande differenza. È difficile grammaticalmente, quindi più che altro è per questo che mi cimento poco anche per una sorte di pudore verso i grandi nomi della poetica napoletana. Ci sono momenti in cui però questo desiderio è prioritario perché niente come il mio dialetto riesce ad esprimere in pochi versi la passione, il fuoco di certe emozioni, come dico io la carnalità che coinvolge subito chi legge.

_ Grazie Imma, per questa intervista, è sempre un piacere leggerti. Vorrei aggiungere per i lettori che Imma Paradiso, condivide un interessante rubrica dove parla di poeti famosi, pubblica una loro poesia e commenta, direi in modo acuto ed intelligente. Condivide in gruppi letterari come ad esempio ”rinascimento poetico”

Imma é la sua poesia

Vulesse sta ‘ngoppa
‘a nu scoglio a riva ‘e mare,
io sulo, quanno ‘o cielo
‘e niro e sta pe’ chiovere.
Vulesse sta vicino ‘o mare
quann’è arraggiato, se sbatte,
s’arravota comme ‘e pienziere
ca’ tengo dinto ‘a chistu core.
Me vulesse ‘nfonnere
sotto ‘o schiaffo ‘e l’onne,
accussì nun se capesse
si ‘e gocce ca’ me scorrono
‘ngoppa ‘a faccia songo
acqua ‘e mare ‘o lacreme.

Vorrei stare su uno scoglio
in riva al mare,
da sola, quando il cielo
è nuvoloso e minaccia pioggia.
Vorrei stare vicino al mare
quando è arrabbiato, agitato,
tempestoso come i pensieri
che ho dentro il cuore.
Mi vorrei bagnare
sotto lo schiaffo delle onde,
così non si capirebbe
se le gocce che mi scorrono
sulla faccia sono
acqua di mare o lacrime.

Imma Paradiso

Fatte cchiù vicino,
te voglio da’
‘nu vase doce, azzeccuso,
ca te fa vòllere ‘o sangue
dint’e vene
e murì a poco a poco.

Fatte cchiù vicino,
te voglio guardà
dint’all’uocchie,
pecchè accussì
facimm’ammore
senza manco ce tuccà.

Fatte cchiù vicino,
t’accarezzo chianu chianu
‘e capille, ‘a faccia
comme si te vedesse
p’a primma vota.

E resto accussì,
senza parole.

Fatti più vicino,
ti voglio dare
un bacio dolce, appassionato,
che ti farà bollire il sangue
nelle vene e
morire poco a poco.

Fatti più vicino,
ti voglio guardare
negli occhi,
perché così
facciamo l’amore
senza nemmeno toccarci.

Fatti più vicino,
ti accarezzo piano piano
i capelli, la faccia,
come se ti vedessi
per la prima volta.

E resto così
senza parole.

Imma Paradiso

C’È CHI NON FA RUMORE

Quanta dignità
nel lavoro onesto
di una vita intera.
C’è chi
non fa rumore
mentre il tempo scorre.
Sa cos’è il dovere,
spende gli anni
e sé stesso
senza clamori.
Quanta dignità
in quei visi segnati,
in quelle mani operose.
Vite semplici,
di poche parole,
dove è grande il cuore
che si perde nella malinconia
dei giorni passati.
Hanno la saggezza
negli occhi stanchi
e quando cala la sera,
amano fissare il cielo.

Imma Paradiso