Alessandria, 12 maggio 2021 – La Cellula Coscioni di Alessandria istituisce uno sportello informativo sul testamento biologico, per fornire chiarimenti sull’argomento e istruzioni sulla compilazione del documento.

L’iniziativa nasce dalla percezione, da parte degli attivisti, della complessità degli argomenti trattati e della difficoltà di gestirli a livello emotivo. Si mettono quindi a disposizione per qualsiasi quesito nei giorni 16/5 – 23/5 – 30/5 – 6/6, dalle ore 17 alle ore 19,30 presso AL51, in via Trotti 58.

Facciamo ora il punto della situazione adesioni ad Alessandria. Il testamento biologico, introdotto nel 2017, è lo strumento, fortemente voluto dall’Associazione Luca Coscioni, che la legge mette a disposizione per contrastare il cosiddetto “accanimento terapeutico”. Consente infatti di esprimere la propria volontà in materia di terapie sanitarie, scelta volta a anticipare future e eventuali situazioni patologiche estreme, in cui ci si potrebbe trovare nell’impossibilità di comunicare le proprie scelte in relazione ai trattamenti.

Come Cellula Coscioni di Alessandria abbiamo richiesto al Comune della nostra città i dati relativi alle DAT (disposizioni anticipate di trattamento) depositate. Dalla relazione puntualmente ricevuta emerge un primo elemento positivo: tutte le DAT consegnate all’ufficio di stato civile sono state trasmesse alla banca dati nazionale (la corretta registrazione è verificabile dai singoli tramite Spid). Si tratta di un dato positivo e niente affatto scontato in quanto in molti altri comuni la trasmissione dei dati non è avvenuta o non è avvenuta integralmente.

Esaminando i dati numerici, vediamo che il totale dei documenti registrati è decisamente esiguo (problema riscontrato già a livello nazionale): sono stati depositati 432 testamenti in totale, da ottobre 2013 a marzo 2022, lo 0,46% della popolazione attuale, stimata in 94.000 abitanti.

La distribuzione nel tempo è la seguente: sono stati depositati 12 documenti già prima dell’entrata in vigore della legge (prima del 2017), 3 nel 2017, 143 nel 2018, 213 nel 2019, 21 nel 2020, 30 nel 2021 e 10 nel primo trimestre 2022.

Non abbiamo dettagli sulle caratteristiche sociologiche dei depositari (età/titolo di studio/professione), quindi ci limitiamo a fare considerazioni molto generali su questa distribuzione: il maggior numero di depositi si è verificato nel biennio 2018/2019, quindi nel periodo immediatamente successivo all’entrata in vigore della legge 219/217, con un calo fisiologico nel periodo della pandemia, anni 2020/2021.

L’introduzione del biotestamento è stata portata alla conoscenza dei cittadini dalla stampa nel 2017 senza particolare enfasi, in un momento in cui non era ancora stata avviata una diffusa campagna a sostegno delle pratiche di fine vita (suicidio assistito e eutanasia), che ha trovato espressione nella racconta firme per il referendum da metà del 2020. Questo ci fa pensare (ma si tratta solo di una nostra ipotesi) che i firmatari del periodo 2018/2019 potessero rappresentare una presenza qualificata e determinata o coinvolta emotivamente da casi personali.

Obiettivo attuale dell’associazione è consentire a tutti di conoscere e comprendere l’utilità del biotestamento. Ci si scontra però contro uno degli ultimi tabù della nostra società, la morte. Meglio non pensarci, non parlarne. Eppure rappresenta una certezza – l’unica – nella vita di tutti.

Anna Zucca

Sonia Fogagnolo

Coordinatrici Cellula Coscioni Alessandria