Gentilissimi,

Si segnala un importante appuntamento culturale che si terrà ad Arquata Scrivia: sabato 14, alle ore 18:00, verrà inaugurata la Mostra “Acqueforti, natura luce e strut-tura”, che vuole celebrare un Maestro inci-sore alessandrino, Pietro Villa, attraverso alcune tra le più significative opere, che ri-marranno esposte fino al 15 giugno prossi-mo nell’Atrio del Municipio. 

A poco più di venti anni dalla sua scompar-sa, nel 2001, e dopo la grande e completa retrospettiva sulla sua opera grafica a Pa-lazzo Monferrato di Alessandria, Arquata dedica un piccolo e doveroso omaggio a Villa che, a fianco di una felice attività di pittore, è ricordato e considerato come uno dei più importanti incisori del ‘900, fat-to questo assodato dalla recente acquisi-zione di alcuni suoi fogli nelle collezioni del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi di Firenze.
La rassegna, curata e organizzata con la collaborazione dell’ Associazione Cultura-le ‘Il Triangolo Nero’, di cui Villa fu tra i so-ci fondatori sin dal lontano 1987.

Per presentare brevemente l’artista, faccia-mo nostre le parole di Dino Molinari, già pubblicate sul catalogo edito da Line.lab in occasione della grande mostra del 20- 10 presso Palazzo Monferrato:

<< Villa è una “presenza” nell’arte alessan-drina, dal dopoguerra a oggi. Come pittore e, in modo specifico, come incisore all’ac-quaforte. L’inclinazone al naturalismo, la sensibilità poetica, la raggiunta perizia tec-nica ne fanno l’ideale continuatore della le-zione di un maestro come Cino Bozzetti. Nel contempo, ha saputo trarre fondamen-tali insegnamenti da una meditata e perso-nale lettura, fatta con l’umiltà che contrad-distingue, dell’opera calcografica di Gior-gio Morandi.
I generi praticati da Villa sono essenzial-mente il paesaggio e la natura morta. Il rapporto diretto con la realtà ne fa un at-tento osservatore che sa tradurre, durante la fase di esecuzione, l’iniziale analisi per-cettiva in una sintetica e globale visione.
Nel paesaggio ricerca la struttura, gli ele-menti costitutivi immutabili, secondo pa-rametri geometrizzati, ricerca altresì un “lu-me” naturale, sempre filtrato, mentale, qua-si metafisico.
Non meno felici le opere di taglio astratte aventi per soggetto cardi, impronte, voli, ed i kabana, sulle quali raggiunge un equilibrio perfetto tra composizione – che è pur sem-pre struttura – ed il gioco sapientemente bi-lanciato delle luci e delle ombre, in un raffi-nato uso di toni e mezzitoni, dai bianchi lu-nari ai neri profondi attraverso la gamma preziosa dei grigi >> .

Maggiori informazioni sono reperibili sul- la locandina allegata. — Chiara Cabano
Servizio Socio-Assistenziale Istruzione Cultura
Comune di Arquata Scrivia