A volte rimango giorni

sotto il tetto del silenzio

dove  attendo che

si affaccino alla finestra 

sul mare dei sentimenti

           le parole

per poter cavalcare

 l’onda inesausta  delle emozioni:

          sentire forte

 nel  baluginìo del cielo

lo schiaffo del vento

 la salsedine amara

ma anche

        il brivido sonoro

del dare voce

alla tempesta dell’anima,

per farla diventare filo

 per giorni scuciti del dissenso

e trovare nella quiete inattesa

             epifanìa

di insospettata   serenità.