“Un solo essere ci manca e tutto è spopolato”

Mamma, quando si è sposata, ha portato i suoi libri a casa con papà

Erano disordinatamente riposti in una libreria nera, capiente, con una grande vetrina oscurata

Ricordo che da adolescente ero molto attratta dai suoi volumi, di genere per lo più religioso. Alcuni libri purtroppo erano rovinati, pasticciati con i pennarelli, strappati, ero riuscita a prenderli quando ero più piccola

Intorno ai tredici anni, invece, mi rilassava spalancare la vetrina e odorare i suoi libri

Mi piaceva molto aprirli e leggere le righe scritte di suo pugno sulla prima pagina, che recitavano:

“Questo libro è come un quadrifoglio e se lo perdo io lo rivoglio, se vuoi sapere di chi è vai a pagina 33”

Sorrido! Probabilmente era una moda che si usava quando andava a scuola. Su altri libri c’era semplicemente il suo nome e cognome sulle pagine ormai ingiallite

Ho adottato anche io questa moda, metto la firma sulla prima pagina di tutti i miei libri

Cercando nell’affascinante libreria, ho trovato un quaderno che mamma teneva come diario dei suoi disegni, è sempre stata bravissima nel disegno, faceva delle sfumature meravigliose con la biro

Su una pagina era disegnata una bellissima bambina con le trecce, accanto c’era il nome Nicoletta, il mio nome!

Quanto mi sono emozionata quel pomeriggio, mamma era ancora una giovane studentessa e nel suo futuro desiderava una bambina con le trecce di nome Nicoletta!

Ho strappato il foglio e me lo sono tenuta

Quel disegno l’ho conservato fra le mie cose per parecchi anni

Guardandolo mi faceva sentire desiderata, attesa, amata

Poi non so cos’è successo.

✍🏻&📸 Nicoletta Zappettini