LA CUB SANITA’ALESSANDRIA aveva allertato, nell’ottobre del 2021, il sistema sanitario alessandrino: sostenevamo che nei successivi mesi invernali ci si sarebbe trovati in grave carenza di organico a causa delle sospensioni del personale che aveva deciso di non aderire alla campagna vaccinale. Confrontando dati e ricerche provenienti da diversi centri di ricerca, cioè non sostenendo le nostre previsioni solamente sui dati forniti dal governo, avevamo comunicato che secondo noi la stagione invernale e primaverile avrebbe visto un incremento delle malattie tra gli operatori sanitari rimasti, con un conseguente aggravio aggiuntivo della carenza di personale e con una caduta della qualità delle prestazioni. Pensiamo che le strutture pubbliche, Ospedali e INPS provinciali, possiedano utili dati sull’andamento, rispetto agli anni precedenti, delle ore di indennità di malattia pagate. Dati che resi pubblici offrirebbero un quadro più chiaro delle variazioni tra prima e dopo la vaccinazione obbligatoria del personale sanitario.

Attualmente il sistema sanitario alessandrino patisce inefficienze come mai si erano registrate in passato. E’ inaccettabile che i cittadini siano costretti ad aspettare mesi per le visite, che si debbano sempre più spesso rivolgere agli studi privati con costi aggiuntivi, che le persone abbiano paura ad entrare negli Ospedali. E’ inaccettabile che il personale sia ormai costretto a condizioni lavorative tali da generare un fuggi, fuggi di medici, infermieri e perfino operatori sanitari, che preferiscono cambiare mestiere o mettersi in proprio o lavorare in nero piuttosto che continuare ad operare in un sistema segnato dalla riduzione di diritti, dall’aumento di carichi di lavoro, dalla confusione, da salari inadeguati; un sistema che sembra, in qualche caso, tentare di arrangiarsi come può ma che funziona ogni giorno peggio. Potrebbero, queste, apparire iperboli polemiche, eppure la CUB SANITA’ ALESSANDRIA da due anni monitora la situazione direttamente sul campo ed ascolta la voce dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini: queste voci confermano la nostra analisi. Un esempio di quanto denunciamo è l’arbitraria gestione del personale non vaccinato, risultato positivo al covid, che viene reintegrato per novanta giorni in alcune strutture e per sei mesi, ovvero per la durata del green pass, in altre a seconda delle convenienze.

Ma qui dobbiamo comunicare una ulteriore preoccupazione per l’estate e, soprattutto, per l’autunno-inverno a venire. Avendo incrociato informazioni, dati, ricerche e non essendoci, ancora una volta, limitati come fanno i sindacati di stato a fare da cassa di risonanza della propaganda del governo, possiamo prevedere che questo autunno, pur in assenza di personale non vaccinato nelle strutture, esse molto probabilmente dovranno fare i conti con un aumento importante delle ore di malattia, che potrebbero raggiungere quasi il doppio degli anni precedenti. Le conseguenze del covid e della vaccinazione di massa dovrebbero far riconsiderare la quota fisiologica di assenze per malattia; si dovrà far fronte ad un eccezionale incremento di patologie tra il personale sanitario ancora in servizio, in quanto appare ormai sempre più chiaro che la vaccinazione obbligatoria ed il proseguire delle inoculazioni obbligatorie tra il personale sanitario determina una protezione negativa dopo pochi mesi, ovvero una minore capacità del sistema immunitario di preservare da malattie che costituiscono fonte di guadagno per l’industria farmaceutica.

 

Morandini Alessandro

CUB SANITA’ ALESSANDRIA