COMUNICATO STAMPA

Un reportage che attraversa le isole Svalbard fino ad arrivare alle campagne pugliesi, dall’America di fine Ottocento ai potenti club che oggi decidono chi può coltivare, per la prima volta mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità e gli ecosistemi. Mangiamo poche specie vegetali e pochissime varietà, tutte uguali le une alle altre, esteticamente perfette. È un fatto naturale, neutro e senza conseguenze? Assolutamente no.

Con il libro Chi possiede i frutti della terra (Laterza, 2022) Fabio Ciconte conduce un’inchiesta sul campo che mette in luce le nuove forme di controllo del cibo e i rischi per la biodiversità. L’autore sarà ospite dell’ultimo Caffè Scienza della stagione lunedì 6 giugno alle 18. Per salutare il pubblico, al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo (è raccomandata la prenotazione del posto in sala tramite il form in fondo alla pagina).

Nel corso dell’ultimo secolo si è perso il 75% delle piante e dei frutti commestibili a favore di varietà esteticamente perfette. Pochi e potenti gruppi industriali hanno estromesso dal mercato molte varietà, riducendo drammaticamente l’agrobiodiversità e imponendo un modello produttivo che ha radicalmente trasformato l’agricoltura, rendendo i coltivatori dei semplici licenziatari.

Fabio Ciconte racconterà anche perché saper scegliere cosa mangiamo ci salverà dalla crisi climatica. Se il clima cambia, cambia l’agricoltura. E se cambia l’agricoltura, cambia anche il cibo che mangiamo. Come spiegato nel suo precedente libro, Fragole d’inverno. Perché saper scegliere cosa mangiamo salverà il pianeta (e il clima) (Laterza, 2020), la crisi climatica ha già sconvolto i cicli colturali, stanno diminuendo le api mettendo a rischio l’impollinazione, le ondate di maltempo distruggono interi raccolti, gli agricoltori abbandonano la terra perché il cibo che producono vale sempre meno, l’aumento degli allevamenti industriali si traduce in milioni di ettari di deforestazione all’anno e sfruttamento delle terre arabili per la produzione di mangimi. L’agricoltura e gli altri usi della terra sono responsabili del 23% delle emissioni climalteranti, una cifra che arriva al 37% se si includono i processi di trattamento dei prodotti alimentari. Comprendere tutto questo significa da una parte assumere abitudini di consumo rispettose del clima, delle stagioni e della biodiversità; dall’altra chiedere alla politica e alle istituzioni di rendere l’agricoltura non una nemica, ma un’alleata del pianeta.

Fabio Ciconte dirige l’associazione ambientalista Terra! Impegnato da anni in battaglie ambientali e sociali, ha realizzato diverse inchieste giornalistiche e pubblicazioni su filiere agroalimentari, caporalato e cambiamenti climatici. È stato protagonista, con Claudio Morici, della web serie In frigo veritas di Repubblica.it e collabora con il quotidiano Domani. È anche autore di Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo (con Stefano Liberti, 2019).