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Questa mia rubrica avrà l’impegno di parlare di persone, artisti di ogni genere, ma anche di persone che hanno reso la propria vita un arte drammatica di vissuto, e non. Persone che contribuiscono alla visione della vita, in tutte le sue sfumature e in qualche modo contribuiscono e donano di sè.Insomma gli artisti della vita: quelli che la vivono appieno e da ciò scaturisce qualcosa di incredibilmente, personale e originale.

Dario Menicucci


UN UOMO DA CIRCO
Ho domato la vita
sospeso nel vuoto
in precario equilibrio

su minuscoli fili
tesi tra le passioni
e inflessibili regole.

Ho ingannato il dolore
con le vesti e i lustrini
di un vecchio pagliaccio

ho nascosto il silenzio
tra bagliori di luci
ed i suoni assordanti.

Con un gioco di mani
ho lanciato i miei sogni
in ellissi perfette

per far credere loro
di esser senza catene
di esser pronti a volare.

Ora il circo riposa
ma sul volto ho già il trucco
per un nuovo spettacolo

funambolici numeri
nel mio grigio tendone
d’inganni e illusioni. Dario Menicucci.

Mi è piaciuto iniziare questa prefazione, con questa poesia di Dario Menicucci, che da il titolo anche al suo nuovo libro.
Definisce la vita un circo e noi siamo, uomini da circo. Tutto vero, noi siamo equilibristi della vita, la vita è una corda tesa, e noi tutti funamboli. Per attraversarla la vita, per viverla ci vuole tanto coraggio, si cade, ci si rialza, ci facciamo male, guariamo e ci riproviamo.
Tante volte ricominciamo, abbiamo maschere che nascondono ciò che veramente noi siamo. Mostrare agli altri un volto che non è il nostro, ma adattato alle circostanze.
Viviamo un mondo dove ci dobbiamo nascondere, la nostra maschera nasconde il nostro vero volto, i vestiti di lustrini la nostra povertà, qualsiasi sia il genere di povertà.
Il quotidiano della vita, gioie e dolori, non si possono mostrare, l’egoismo umano non lo permette. Primeggia la finzione, dire e fare ciò che non sei. Un mondo falso, di illusione e di tanta tristezza.
Ama scrivere, e si vede, e si sente. Dario entra nel mondo interiore, lo porta fuori, lo scrive, lo urla, e noi ascoltiamo queste poesie di una estrema sensibilità. Uno scrittore di talento, che trasmette, e ci porta a viaggiare in ,, così va il mondo,,.

Vi presento: Dario Menicucci.

  • Sei il primo autore di questa mia nuova rubrica, mi sento onorata, vorrei che mi parlassi di te

Sono nato a Livorno il 28 giugno del 1963, dove tuttora vivo con la mia famiglia. Ho frequentato il liceo scientifico, quindi il corso di medicina e chirurgia all’università di Pisa, lasciando però dopo quattro anni per iniziare a lavorare in ambito farmaceutico come informatore medico scientifico. Dopo i 18 anni ho abitato con i miei nonni, nell’appartamento sotto i miei genitori, un’esperienza che mi ha segnato, avendo vissuto fino alla fine il loro decadimento fisico e mentale; forse è per questo che solitudine e vecchiaia sono temi che affronto spesso con i miei versi. Nonostante gli studi e la professione, che lascia poco spazio alla poesia, ho sempre avuto la passione per quest’arte che mi ha portato a comporre alcuni versi da ragazzo; lasciati purtroppo in qualche cassetto e andati quasi tutti perduti. Per gioco, e visti gli acciacchi che mi hanno costretto a interrompere l’attività fisica, ho iniziato di nuovo a scrivere oramai alla soglia dei cinquanta anni. Le mie prime pubblicazioni su siti letterari on line sono del novembre del 2014. Scrivo prevalentemente poesie ma mi diletto anche con filastrocche per bambini e brevi fiabe. Prediligo usare parole semplici e in particolare quelle che descrivono la natura in tutte le sue sfumature. Vivendo in una città di mare e di vento “devo solo guardare l’orizzonte e riportare quello che gli occhi vedono”. Notte, silenzio e amore sono altri temi che spesso affronto con i miei versi. Ciò che scrivo viene spesso da esperienze di vita e posso affermare che le mie poesie sono appunti di emozioni. Problemi lavorativi, il periodo di crisi generale, i problemi fisici che mi avevano imposto di cambiare completamente lo stile di vita, mi portarono inizialmente a scrivere versi particolarmente tristi. È per questo che dopo un primo periodo pessimista, ho provato nuovi temi iniziando a comporre poesie descrittive; vivo vicino al mare che spesso è diventato il protagonista. Le mie poesie sono state inserite in alcune antologie di autori vari. Tra le più recenti cito: “La torre della regina” “L’inedito letterario” editore (2020), “L’albero di foglie secche ed altre poesie” “L’inedito letterario” editore (2019), “Verrà il mattino e avrà un tuo verso (poesie d’amore)” Aletti editore (2019), Nuovissimo Dizionario di EDIEMME CRONACHE ITALIANE di Autori scelti (2018). Per ciò che riguarda le filastrocche ho partecipato a due volumi di autori vari: “Nel baule della fantasia c’è… un sogno per te” Magi editore (Edizione 2018/2019), “Le filastrocche dell’arcobaleno” Montedit editore (2019). I ricavi di entrambi di questi volumi di filastrocche sono stati devoluti in beneficenza. Nel 2020 è uscita anche l’antologia di autori scelti “Delos”, edita da Ediemme Cronache Italiane, che mi ha dedicato uno spazio importante con ben diciannove poesie. Finalmente, il 28 giugno dello stesso anno, ho pubblicato il mio primo libro di poesie dal titolo “Acrobata del tempo” edito da “L’inedito letterario” e “Filastrocche buffomagiche” per bambini. Nel 2021 ho pubblicato altre due raccolte di poesie “La direzione del mattino e “Impronte di colore” e nel 2022 il volume di arte e poesia “Sete ritmica. Dal colore alla poesia” dedicato ai dipinti del pittore Voltolino Fontani. Alla fine di maggio è uscito il nuovo libro “Un uomo da circo”, raccolta di centotrentadue poesie.

  • Quante raccolte hai pubblicato fino ad ora?

Le mie raccolte di poesie pubblicate sono quattro. Sono nate con l’esigenza di vedere su carta i  versi che avevo scritto negli anni precedenti. Dalla prima, Acrobata del tempo, all’ultima appena uscita, non ho seguito un filo logico se non quello di riunirle per anni di composizione. In La direzione del mattino e in Impronte di colore, ho aggiunto dei capitoletti di circa otto poesie dove ho affrontato temi attuali come la pandemia o, in La direzione del mattino, il periodo della malattia e il decesso dei miei genitori. “Sete ritmica. Dal colore alla poesia” è invece anche un volume di arte in cui le poesie sono ispirate da quadri di Voltolino Fontani. Filastrocche Buffomagiche è invece un libro di filastrocche per bambini con alcune brevi storielle. Questa raccolta avrà un seguito. In tutti i miei libri, la poesia d’apertura è dedicata ai poeti, o alle parole o alle poesia.

  • il tuo ultimo libro, un uomo da circo, ha un titolo molto interessante, vorrei che me ne parlassi e perché questo titolo.

Siamo tutti un po’ giocolieri, un po’ acrobati e spesso abbiamo bisogno di indossare una maschera per superare dei momenti complicati. Purtroppo ce lo impone la vita, anche se non bisogna esagerare, altrimenti rischiamo di vivere una vita non nostra. Do sempre ai mie libri il titolo di una poesia che si trova all’interno della raccolta stessa: in questo caso è la seconda a pagina 10. Ho usato un titolo simile, almeno per significato, nella prima raccolta Acrobata del tempo; in questo caso ho immaginato l’uomo un funambolo che doveva districarsi nel tempo sempre sospeso su un esile filo.

  • :tu scrivi anche filastrocche, come tu stesso dici forse più idonee per gli adulti che per i piccoli, ce ne parli?

Esatto, scrivo filastrocche in rima, adatte ai bambini ma molto apprezzate dagli adulti. Forse perché c’è molta voglia di staccare e di lasciarsi trasportare in mondi magici e buoni e magari anche perché raccontano storielle. Come ho scritto, non sono filastrocche costruite cercando soltanto rime scontate e cantilene ripetute, ma raccontano qualcosa. Con le mie rime cerco sempre di far sorridere, tant’è che il libro che ho scritto si intitola Filastrocche Buffomagiche… cosa c’è di più bello di un bambino che ride?! È in preparazione la seconda raccolta.

  • e filastrocche che scrivi sono tutte in un libro, oppure ami mischiare i tipi di poesia?

Non amo mischiare i generi. Sono talmente diversi che preferisco tenerli separati. Alla raccolta di filastrocche ho aggiunto cinque brevi fiabe e quattro poesie: due di queste ultime le ho scritte prendendo spunto da leggende popolari, altre due raccontano comunque una storia fiabesca.

  • che aspettative hai scrivendo ?cosa vorresti? cosa ti aspetteresti?

Il mio è soltanto un hobby ma mi piacerebbe che le mie poesie arrivassero ad una platea più vasta. Le rare volte che sono state lette in pubblico ho ricevuto molti complimenti quindi credo che abbiano delle potenzialità. Purtroppo il mio lavoro non mi lascia molto tempo per poter pubblicizzare quello che scrivo; poi non conoscendo il settore dell’editoria, non saprei a chi chiedere e da dove iniziare. Stesso discorso per le filastrocche anche se dei professori di scuole primarie mi hanno scritto che addirittura a volte usano il mio libro per fare lezione in classe.

  • Se tu dovessi essere una tua poesia, quale ti rappresenta di più?

Ho scritto spesso che le mie poesie sono appunti di emozioni; ed è vero, sia che scriva d’amore, sia che descriva un’alba o un tramonto, sia che descriva i disastri che l’uomo spesso ci pone di fronte. “Un uomo da circo” è una poesia che sento molto mia ma anche le poesie con cui sono solito aprire le mie raccolte: parlano sempre di poesia, di poeti e di cosa vorrei suscitare in chi legge con le mie parole.

  • Cosa ci vorresti dire di te, Dario, come persona, come uomo, come scrittore?

Sono una persona semplice e mi piacciono le persone semplici: quelle complicate non le sopporto. Negli ultimi anni per problemi lavorativi e fisici ho dovuto modificare molti programmi che mi ero proposto e questo mi ha un po’ destabilizzato. Ero uno sportivo e ho dovuto lasciare, speravo che piano piano gli impegni di lavoro diminuissero per dedicarmi un po’ a me stesso, invece tutto è peggiorato e ogni giorno mi chiedono impegni maggiori. Anche trovare il tempo per scrivere per me non è semplice. Scrivevo da ragazzo e ho scritto alcuni versi negli anni soltanto in occasioni particolari. Sono tornato alla poesia alla soglia dei cinquanta anni quando ho dovuto cessare l’attività fisica. Le filastrocche invece ho iniziato a scriverle quando mia figlia era piccola, per invogliarla a leggere. Provavo con autori per bambini famosi ma con scarsi risultati; subito si annoiava. Scrivendo insieme invece si appassionava ed io ho composto le mie prime filastrocche: ed è così che ho capito che per far leggere i bambini bisogna stupirli e farli sorridere.

  • Hai mai pubblicato in self publishing? cosa ne pensi? Sei soddisfatto degli editori che fino ad ora ti hanno pubblicato?

Tutti hanno il diritto di pubblicare, ma i libri in self publishing sono troppi e stanno creando il caos. Questo mare di pubblicazioni travolge il mercato impedendo a chi ha delle potenzialità di emergere. Ma oramai è un business e non si tornerà indietro, anzi nasceranno sempre più tipografie che circuiranno gli sprovveduti e gli illusi per convincerli all’autopubblicazione.

  • Io penso che le persone ti potranno conoscere attraverso la lettura dei tuoi libri, le tue poesie producono emozioni, sensazioni, in un contesto reale, a tratti drammatico, come la vita.
  • Io ti ringrazio e lo farò ancora con una tua poesia.

TI PORTERÒ CON ME

Siediti
su questi fogli sudati
su queste pagine
d’inchiostro sparso.

Adagia tra le righe
il peso della vita
e guarda
oltre i margini del vero.

Ti porterò con me
dove i miei occhi spaziano
in questo mondo
di sogni e di parole.

Vedrai l’amore
giocare con la luce
tutti i colori
dipingere il silenzio.

Udrai il sussurro
struggente delle stelle
il dolce canto
del mare nell’aurora.

Sarai quel vento
che vibra all’orizzonte
quando al tramonto
la luna spunta in cielo.

Percepirai
il profumo della gioia
dell’armonia
di un bacio e una carezza.

E per un attimo
diventerai l’essenza
l’intenso brivido
di semplici emozioni. Dario Menicucci.

Un uomo da circo.

Dario Menicucci: Un uomo da circo

Art. di Marina Donnarumma. Iris G. DM