TESTO TEATRALE 3 ATTI

DI Margherita Bonfrate

LA FINZIONE

Margherita Bonfrate

Personaggi

Enrico capofamiglia Andrea amico di Enrico Lia moglie di Enrico Virginia sorella di Lia Livia figlia di Lia

Iris figlia di Lia Rosa vicina di casa Stella figlia di Rosa

ATTO PRIMO

La vicenda si svolge alla fine degli anni settanta in una villa al mare.

Sala soggiorno. In scena, una tavola ricoperta da una tovaglia rossa con ricami di fiori, e sopra, tazze di caffè con piattini e biscotti. Al centro un

vaso di vetro massiccio con delle roselline bianche. Nella parte centrale

della  parete,  due  porte  a  vetro  che  lasciano  intravedere  il  mare; Entrambe rivestite da tende a pannello di colore rosso cardinale disposte una sopra l’altra. Delle due porte, una immette nelle camere, l’altra, quella  a  destra  dello  spettatore,  conduce  in  cucina.  Nella  parete  di sinistra  c’è  un  salotto  bianco,  grande,  elegante.  Tavolini  di  vetro

apparecchiato con libri, fiori, bicchieri e bottiglie. Mentre sul lato destro, una libreria che prende tutta la parete.

SCENA PRIMA

Il Signor Enrico e il suo amico Andrea.

A sipario aperto, il signor Enrico in giacca da camera è seduto davanti allo spettatore, con il braccio sinistro sul tavolo stringe nella mano un bicchiere  di  Vermut.  Un  uomo,  un  lavoratore,  un  professionista inquieto, di media età. Insicuro, schizzato, benestante, energico, scuro di pelle. Grosse sopracciglia occultano la bellezza dello sguardo. Pensieroso, cupo, la testa china a guardare il bicchiere, per poi fissare l’amico.

Andrea si avvicina alla cinquantina, la sua amicizia con Enrico risale ai giorni della scuola. Professionista, celibe, aspetto piacente da seduttore, dotato di fascino, sfoglia un giornale stando in piedi con aria compiaciuta.

Andrea   (sorridente e compiaciuto, voltandosi di slancio si rivolge a Enrico) Hai letto l’articolo su quel delinquente del Furieri? Finalmente lo hanno preso con le mani nel sacco. Questa volta buttano la chiave. È fregato!

Enrico    Si! Era ora. Penso anch’io che non ci saranno santi in paradiso. Ma Ti dirò… del Furieri non m’importa; invece, sono preoccupato per Lia mia moglie; Sai niente tu dov’è andata?

Andrea   (a disagio per la richiesta) No! Non so niente.

Enrico    Uh… Vedi, siamo qui in attesa. Tu noti qualcosa di strano in

LiaNon so… nel modo di fare. Oppure sono il solo a captare i suoi umori?

Andrea   Non ricominciare con la stessa storia! Lei è così! Poi… una donna… non può essere una di noi. Ha le sue cose da fare, mille pensieri da ordinare. Tu pretendi che stia qui, a fare… la moglie?! Dai… Questo è un concetto del passato, non puoi continuare a essere un uomo all’antica, anchilosato nei suoi ragionamenti. Ohé, svegliati!

Enrico    (nervoso scatta con un pugno sulla tavola) Perché parli così?! M’infastidisci… Tu la difendi sempre. Una sensazione, così a pelle, mi fa pensare che tu pensi di conoscerla meglio di me. È così?! Tu mi sembri  così sicuro… E questa tua sicurezza scaturisce dal fatto  che quando parliamo di mia moglie è come se fosse la tua. Non è la tua! Prova a metterti tu al mio posto. Così vedi se ci stai comodo o no. Io questa sicurezza non la conosco.

Andrea   (si avvicina all’amico e gli risponde in tono sarcastico) Basta! Non darmi addosso, perché alla fine ti mando a quel paese. Accidenti! Sei pregiudizievole, che colpa ho io se ho scelto di non sposarmi? Mi sento libero, senza rete. Io i pensieri che strizzano il cervello giorno dopo giorno, come succede a te, ancora non li ho.

Enrico   Va bene! Va bene. Scusami se me la prendo con te; sarà perché tu sei mio amico. Se non comprendi tu… chi può farlo? Io non so fare altro che parlarti di lei. (Tono confidenziale) Che ne sai… Lei spesso mi viene in sogno nella notte per ridermi in faccia: una risata infinita. Mi sveglio  tutto  sudato,  mi  do  pace  solo  quando  la  guardo  che  dorme accanto a me come se niente fosse. Sai con te amico mio mi sento al coperto, non so perché.

Andrea   Parla, parla, mi sembra di sentire un bambino: bla, bla, bla… Sei infantile!

Enrico   Tu sai parlarle… Vuoi saperla tutta? Quando lei si ammutolisce per quello che dici, grazie a te mi sento contento, come se le frasi le pronunciassi io e non tu! Forte, mi accosto a lei, senza parlare la prendo di peso per abbracciarla e giro su me stesso come in un girotondo. Sogno che lei sia sempre mia! Che ci posso fare se, dopo anni di matrimonio, sono sempre innamorato di mia moglie Lia.

Andrea   Be’… Non sei contento? È bello sentirti parlare, riconoscere l’amore vivo nonostante la noia della vita coniugale. Afrodite ci insegna come alimentare, esaltare l’eros, dare ossigeno alla fiamma senza ordine e leggi sottostanti da rispettare.

Enrico   No! Tu ragioni con la mente a ruota libera. Il mondo non è solo eros. L’amore a volte ama nascondersi per farsi trovare.

Andrea  (subito pronto) Sono due concetti diversi. Tu credi al destino mentre io alla casualità. Dopotutto… cosa ci importa di chi gioca a nascondino. Il mondo è bello! Perché la gente è varia.

Enrico    Niente affatto!

Andrea  (si alza e si avvia) Via! Sì, via. Me ne vado! Con te il disco s’incanta, e  poi ogni  volta  mi  tocca pulire  la  punta. Sono  anni  che diciamo le stesse cose. Basta!

Enrico    (ferma e blocca l’amico) Perché Lia fa sempre tardi?

Andrea   (mette una mano sulla spalla dell’amico) Non ti fasciare la testa prima del tempo. Smettila di tormentarti, di fare Otello. Lasciala in pace perdio! Falla respirare, e che diamine!

SCENA SECONDA

A questo punto entra dalla porta a vetri Lia. Una donna interessante, graziosa, civettuola nei movimenti: emana sensualità da tutti i pori. I due uomini si ammutoliscono per la presenza di lei che viene avanti con un sorriso accattivante.

Lia          (sorridente) Ciao! Che cosa dicono i miei paladini? Avete un viso stressato. Uh… come, non siete a tavola?!

Enrico      (si rivolge alla moglie, con tono interrogativo) Lidia e Iris sono uscite con Virginia, staranno per tornare. Tu da dove vieni?

Lia             (ironica si rivolge al marito) Cos’è?… Il mitico Orlando si chiede se Angelica è ancora brava a ritrovare la via di casa? Su via! Ancora a questo punto?! Non vedi come sono pettinata? (Indica la capigliatura.)

Andrea   (si accosta a Lia e sorridendo sdrammatizza) Sì, Signora! A questo punto anche Rinaldo (indicando se stesso) cominciò a chiedersi se Angelica fosse stata trattenuta da Carlo Magno; è così?

Lia        (infastidita) Certo! Se voi due non la finite con questa musica, dirò all’Imperatore di congedarvi dal suo servizio. Ma per piacere, è ridicolo  che  alla  mia  età,  madre  di  due  figlie,  debba  ancora  dire  o lasciare il bigliettino che indichi che cosa combino fuori di casa. (Si scaglia contro il marito, lanciando un’occhiata all’altro) Voglio stare calma. Finiamola qui! Anche perché fra pochi minuti arrivano le bambine.

Enrico   (costringe Lia a guardarlo) E chi dice niente!… Entri, esci… come e quando vuoi. Mentre noi siamo qui come due babbei. Sissignora, due creduloni!

Andrea  (lo interrompe con tono di sfida) Be’… a chi dai del Babbeo?! Non fare tutto un fascio, e non  mettermi alla tua pari, altrimenti m’incazzo e divento volgare. Ti ricordo che sei tu il marito, e rimani tale! Non deve succedere che quando non ti garba mi metti in ballo, come il citrullo di turno!

Enrico    (Si spiega all’amico) Nessuno ti dà del citrullo! Oggi non è giornata: qualsiasi cosa io dica non va bene!

Lia          (si alza dalla sedia e in modo deciso, energico, gli sussurra…) Finiscila! Non è il momento. Che cosa centra Andrea? (Si allontana dal marito e con passo da pantera rosa si accosta ad Andrea con aria sensuale) Caro mi versi da bere? Non importa cosa, ho un tantino la bocca  asciutta.  Sai…  in  questo  periodo  mi  succede  spesso  questo fastidio.

Enrico     (si affretta a raggiungere Lia e tenta di baciarla sul collo) Perché ti amo così tanto… Se tu potessi capirmi un tantino di più… sarei un’acqua cheta.

Andrea   (porge il drink a Lia e poi indica la vetrata, dove s’intravede il mare; quindi ripunta il dito verso Enrico) Parla il tormento in persona. Sai, non vedo acqua cheta: c’è solo il mare in burrasca. Guardalo, basta poco  che  entra  in  casa  a  farci  la  festa!  Comunque,  posso  dirti  con sincerità che non c’è Amore senza dolore.

Enrico   (meravigliato) Cosa ne sai tu? Dolore per un amore… Tu Soffri per amore? Che bello! Sono contento. Solo così puoi capire quello che provo io.

Lia sembra turbata dalle frasi pronunciate da Andrea, ma non fa in tempo  a  parlare,  perché  entrano  in  scena  le  ragazzine  con  la  zia Virginia.

SCENA TERZA

Virginia, la sorella maggiore di Lia, non è sposata; un volto intenso, interessante, una distinta riservatezza nella persona. Livia e Iris, le ragazzine, rispettivamente di dodici e di sei anni. Entrambe graziose ed espressive. Vivaci, affettuose con i genitori, ma soprattutto verso la zia.

Virginia (saluta alzando la mano) Buona sera. Una serata divertente: siamo state al cinema a vedere John Travolta in La febbre del sabato sera. John… magnifico!

Livia       (eccitata va incontro alla mamma) La colonna sonora dei Bee

Gees è bellissima!

Iris         (Verso il padre) È vero! Infatti, siamo state a ballare sulla sedia per tutto il film. Paparino mi sei mancato. Perché non sei venuto con noi? (Si accomoda sulle ginocchia del padre, ma si rivolge alla madre) In sala erano presenti tutti i genitori tranne voi, perché? Meno male che c’era la zia con noi. (Corre verso Virginia per saltarle addosso) Un bacio… un bacio zia. (Mostra la linguaccia ad Andrea che la ricambia.)

Lia        (a voce alta le rassicura) Sarà per la prossima volta. Tranquille! Veniamo tutti.

Andrea   (a Iris scherzoso) Ci andiamo tutti meno una! Provate a indovinare chi è?

Iris           (stizzita mostra nuovamente la linguaccia ad Andrea, poi si rivolge alla madre) Papà! Papà! Andrea mi fa i dispetti! Rispondigli che io sono la prima e lui è l’ultimo. Mamma, papà non parla, è muto! Vedi com’è?

Lia             (A Iris) Stai tranquilla. Ad Andrea piace scherzare, invece, papà ha solo mal di testa.

Lia         (cerca Virginia con lo sguardo interrogativo) Abbiamo tutti un certo  appetito,  si  va  di  là  a  preparare  qualcosa  di  buono?  Bambine andate in camera a lasciare le vostre cose. Poi tornate per aiutarmi ad apparecchiare la tavola.

Andrea   (fissa Virginia) Facciamo prima se ti do una mano; posso venire in cucina?

Virginia (contenta con voce sostenuta) Va bene! Anche perché ci sono degli ortaggi da tagliare.

Nel  frattempo  le  bambine  giocano  tra  loro.  Ad  un  tratto  Lidia  si avvicina alla madre seduta in salotto, e le parla con tono di voce sommesso.

Livia      Mamma la nonna stanotte è venuta nuovamente a trovarmi.

Lia       Ma che dici… Ancora con questa storia?! La nonna non c’è più! Stavi sognando e quando si sogna, appaiono le persone scomparse.

Livia     (appoggia una mano sulla bocca) Ti dico che è lei! Sento i suoi passi entrare nella stanza. Si siede sul mio letto, mi sorride. Resto con gli occhi aperti, paralizzata nel vederla. Però, non ho paura! La sua presenza mi conforta.

Lia          (emozionata, guarda sua figlia con affetto) Hai voluto tanto bene alla nonna, e ora è difficile per te accettare la sua scomparsa; non ti fissare. Stai serena! Sono sicura che lei da lassù prega per tutti noi.

Livia     Mamma! La nonna non è lassù. È nella mia stanza… Appena entro in camera, sento che lì per lì mi appare. La sera, con ansia, aspetto che mi venga a trovare, così le parlo delle mie fantasie.

Lia         Mah!… Tua sorella che dice quando ti sente parlare?

Livia      Solo la prima volta mi ha chiesto con chi parlavo.

Lia         Tu cosa le hai risposto? Livia      Che parlo con la nonna. Lia         E lei?

Livia       Si è fatta una risata. Ora non ci fa più caso; ha smesso di chiedermi.

Lia         Tua sorella si trova quasi nella tua stessa situazione. Lei era piccola quando la nonna morì. Sarà per questa ragione che non s’impressiona nel sentirti…

Livia       (ferma la sua mano sulle labbra della mamma) Anche Iris ha un’amica con cui parlare quando si sente sola. Lei ha la sua barbie che sotto le lenzuola canta la ninna nanna.

Lia         Vedi, Iris è piccola. Tu hai il doppio della sua età. Dovresti allontanarti da questi ricordi. Sei già una ragazzina, non sta bene sentirti dire certe cose. Non trovi anche tu? Non farci più caso… La nonna, lasciala andare nel suo mondo, lì la stanno aspettando.

Livia       (sofferente, chiama la sorella che sta giocando con il padre) Iris! Andiamo di là, a sistemare le nostre cose. Fra un po’ si cena, noi dobbiamo ancora cambiarci.

Iris        (corre verso Livia e lasciano la scena) Arrivo! Arrivo!

SCENA QUARTA

Lia ed Enrico. Enrico si avvicina alla moglie la scuote e la costringe a guardarlo.

Enrico     Non ti sento presente, vedo sul tuo viso la sofferenza… e a tratti anche un po’ di spavalderia. Sei diversa, cambiata… Cos’hai?

Lia          Che cos’ho?! C’è che l’inquisizione non la sopporto! Tu fai e dici  sempre  le  stesse  cose:  ogni  volta  che  rientro  da  quella  porta, s’incanta il disco. Non è vero?!

Enrico     (ansioso di conoscere la verità) È vero! Perché tu non sei più la stessa. Forse sto esagerando… ma qualcosa c’è. Sotto sotto mi nascondi la verità. È così?

Lia          Certo! Ci sono delle cose da dire. Eccome se ce ne sono! Ma questo non è il momento, punto e basta! Ora si deve cenare; e adesso aiutami ad apparecchiare.

Lui fa un cenno con il capo come per dire, si fa come dici Tu. I due si alternano a osservarsi intenti all’allestimento della tavola, composta di tovaglia posate e bicchieri, al centro delle roselline con colori allegri.

Lia         Ti posso solo dire che non sono cambiata.

Enrico    (la interrompe stupito) Come, non sei cambiata?!

Lia         (Stizzosa) Sì! Hai capito bene: sono sempre stata così. Naturalmente, tu hai voluto portare la benda sugli occhi.

Enrico    (balbetta) Ma… di cosa parli?

Lia         (lo schermisce) Cos’è il discorso del re?

Enrico    (con sentimento di rabbia adita con l’indice) Tu non me la racconti giusta. Vuoi scherzare? Continua pure signora, alla fine si vedrà la ragione a chi va.

Lia       (stavolta è lei che punta il dito al marito) Tu non sai cosa dici… Di quale ragione parli? Tu conosci la ragione? Parli a vanvera senza capire. Se tu capissi, non saresti qui a torturarmi, ma taglieresti la corda, e finalmente apriresti quella porta per richiuderla alle tue spalle. (Indica l’uscita.)

Enrico    Voglio una spiegazione!

Lia          Ah! Ora vuoi una spiegazione? In passato più volte ho cercato di spiegartelo, quando intuivi la verità, la nostra verità, cercavi in fretta di chiudere il discorso accusando la mia fantasia. Questa è la ragione che tu sbandieri di qua e di là. Adesso è tardi! Per noi, non c’è più ricamo che tenga. Il buco è diventato grande come una voragine. Non riesco più a rammendarlo.

Enrico    Amore mio che dici?!

Lia          Dico che devi stare attento a non caderci.

Enrico    Mi spingeresti nel vuoto?!

Lia        No. Non lo farei mai! Il pensiero mi dice che ti lasceresti cadere da solo. Sai, sono talmente tante le volte che minacci di suicidarti da indurmi a pensare che lo faresti per davvero.

Enrico     (l’afferra per un braccio) Nossignore! Anzi, sissignore! È Vero! Ma che posso farci? Io non intendo più. Guardami… È vero! Tu mi ami ancora?

Lia         No, no! Non cercare di impietosirmi.

Enrico    Sei mia moglie! Ti dico soltanto: non lasciarmi.

Lia         Essere tua moglie cosa significa?

Enrico    Che intendi dire?

Lia          Niente! Vuoi sentirti dire questo?

I coniugi sono interrotti dall’ingresso in scena degli altri personaggi che si presentano in fila indiana con le portate tra le mani.

SCENA QUINTA

Virginia    (alla  sorella)  Chiedo scusa per il  ritardo. Lo  stufato  non voleva arrendersi.

Iris         Per noi ci sono le scaloppine al limone.

Livia      Già! Al limone.

Andrea     Date a Cesare quello che è di Cesare: Le scaloppine… È

merito dello chef. Ho pensato a tutto. Assaggiate e poi parlate.

Virginia    Ecco  qua  un  piatto  da  re.  Accompagnato  da  un  rosso  di

Montalcino. Senti il profumo. (Porge il bicchiere mezzo pieno a Lia.)

Lia         (Sorseggia poi  guarda  il  marito  esclamando)  Questo  rosso intenso, deciso, mi fa venire una voglia… (Non finisce di parlare, la ferma la sorella.)

Virginia  Ah!  Chi ne vuole ancora?

Andrea   Per me.

Enrico    Ottimo lo stufato, complimenti! Non avevo fame, ma questo secondo non è secondo a nessuno è semplicemente appetitoso.

Lia           (si rivolge al marito) Questo vino ha un odore particolare, è vero? Mi piace.

Enrico     Che diavolo stai cercando di dirmi?!

Lia          Niente. Che posso dirti?

Virginia  (cambia discorso) Avete saputo di Stella, la figlia della vicina, nella villa di fianco alla nostra? La signora Rosa…

Lia         No! Non so niente.

Virginia Il marito di Stella… Sai quell’uomo cosi carino, educato… Ebbene, proprio quello: ha un’amante!

Lia          Solo una?

Livia       Ma… mamma!

Lia          Scherzo sciocchina. Io scherzo sempre.

Enrico    Sì, Scherza lei…

Lia         Il tuo tono sarcastico indica che hai la coda di paglia.

Enrico    (nero in viso) Ma, insomma, cosa ho detto? Ora, non si può più parlare?!

Andrea  Tutto si può dire. L’importante è interagire, avere una influenza reciproca.

Enrico    (fissa Andrea)  Sante parole, l’influenza reciproca c’è!

Lia          (scatta nervosa si rivolge ad Andrea) Tu vuoi farmi perdere la pazienza, finisci il discorso.

Andrea    Ho  semplicemente  detto  che  quando  si  parla  provocando l’altro,  si  subiscono  reciprocamente  una  serie  di  azioni  e  reazioni, proprio come adesso.

Enrico    L’interazione potrebbe avere una risposta negativa?

Andrea   Certo! L’importante è coinvolgere l’altro nel chiedere e nel rispondere.

Livia       Si può sapere perché parlate complicato? Vi ricordo che ci siamo anche noi!

Iris         Certo! Qualcuno buono mi può raccontare una storia?

Virginia Fai la brava, mangia! Dopo in camera ti narrerò una storiella nuova che sarà difficile dimenticare.

Iris         (parla alla zia) Quella del nuovo continente?

Virginia  No! Ora tocca a Magellano.

Lia       (con aria perplessa pensa, incredula, dubbiosa) Poverina Stella, però, forse, la verità è venuta a galla in un momento poco opportuno.

Virginia (con tono preoccupato) E non finisce qui! La casa è stata messa all’asta. Lei, Stella, è ritornata dalla madre, nostra vicina di casa. Meschina la signora Rosa: adesso che il matrimonio della figlia è finito, continua a non darsi pace, più cattiva che mai, pretende che il vicinato sappia la verità.

Lia         Cioè?

Enrico    Già!

Andrea   Perché, esiste la verità?

Virginia  Certo! La verità è quella che racconta la mamma alla figlia.

Lia         E quindi? Ti ha parlato Rosa?

Virginia Sissignore! Povera donna la sua testa è un orologio fermo, segna sempre la stessa ora.

Enrico    Quale storia racconta alla figlia? Virginia  Che il suo maritino era già sposato! Andrea e Lia  Divorziato?

Virginia Peggio! Pare che abbia contratto matrimonio per la seconda volta, senza annullare il primo. A suo dire, il tutto è normale.

Lia         Che bello! Ditemi come si fa.

Livia      Mamma… ma non è possibile!

Lia         Scherzo, io scherzo sempre sciocchina.

Iris               Con questo sono tre sbadigli che faccio, voglio andare a dormire.

Livia      Anch’io, vengo con te.

Le ragazze salutano i presenti ed escono di scena.

SCENA SESTA

In scena, la signora Rosa con la figlia Stella. Rosa è una signora che si mantiene bene, oltre la cinquantina. Una mamma preoccupata per il fallimento del matrimonio della figlia. Stella è una bella ragazza dall’aria sognante che nonostante quello che le è successo, continua ad avere la testa tra le nuvole.

Rosa       Si può…? È permesso?

Stella     Possiamo?… Forse non è l’ora…?

Lia        Prego, prego, venite pure avanti; abbiamo finito. Accomodatevi sulle sedie lasciate libere dalle bimbe.

Enrico    Ma sì, venite, c’è del caffè. Gradite?

Rosa e la figlia fanno cenno affermativo

Rosa      (parla a Enrico) Lei sì che è un gentiluomo.

Andrea (con tono galante, lancia un’occhiata a Stella) La presenza femminile ci onora e ci invoglia a finire questa bella giornata. Una boccata di ossigeno ci vuole.

Lia        Siamo  vicini  di  casa,  essere  cortesi,  come  minimo,  venirsi incontro, no?

Rosa        (parla a tutti) Meno male che ci siete…  Sapete… non capita tutti i giorni quello che è accaduto alla nostra famiglia. Virginia vi ha anticipato qualcosa?

Virginia  No! Non ho parlato. Certa che l’avresti fatto tu.

Lia         (avvicina alle due donne le tazze del caffè) Sentiamo che c’è di così grave… Noi nulla sappiamo!

Rosa      Chi l’avrebbe mai detto che queste cose esistono per davvero?!

Stella     (con espressione ingenua) Ma… Mamma non si sa ancora, non siamo certe.

Rosa         (nervosa, con il tovagliolo si fa aria) Figlia mia, tu non sai cosa dici! Il marito, a volte quando si scopre, si rivela un salvadanaio vuoto, quindi senza fondamento; e quando la base non c’è, il futuro va a farsi friggere.

Virginia a Rosa     Calmati!  Con calma le cose si esprimono meglio.

Lia a Rosa   Sante parole. Non sei obbligata al caffè… Vuoi una camomilla?

Rosa       No! Va bene il caffè. Sono debole e il caffè mi tiene su.

Andrea    Ebbene, ci dica cos’è il fatto…

Enrico    Si! Ci aiuti a capire.

Lia           Se è venuta qua, noi l’ascolteremo con interesse. Perché lei ha la verità.

Rosa       (annuisce) Vorrei che non fosse così. Ma purtroppo lo è.

Stella     Ancora non è successo nulla. Sergio tornerà da me.

Rosa      Sei sicura?! La verità è una sola.

Lia         (tutti gli insieme esclamano) Qual è?

Rosa      (tossisce) Quell’uomo, il marito di mia figlia, è bigamo! Enrico, Lia, Andrea    (tutti e tre meravigliati) Com’è possibile?! Rosa       (alza le spalle) Boh!  Cose brutte sono.

Andrea e Virginia        Sei sicura di quello che dici?

Rosa         (con aria affermativa) Certo! Ha contrattato matrimonio con

Stella pur essendo regolarmente sposato, il bastardo!

Lia            Ma se si è sposato in chiesa?!

Virginia    Già!

I  due  uomini  che  sono  seduti  affianco  si  danno  delle  gomitate  di soddisfazione. Sembrano molto interessati all’argomento.

Rosa       (con aria disgustata) La prima volta è stato solo civile.

Virginia   (curiosa) Mentre per la seconda…?

Rosa        Tutte due: civile e cattolico.

Andrea    Aveva divorziato?

Rosa       No!

Lia         (con tono soddisfatto) Però!

Stella     (mortificata guarda Andrea) Poverino! Non è da condannare… lui, mio marito, è buono! Ditemi, è peccato amare nello stesso tempo due persone?

Andrea    (con aria gasata) Be’… no. Direi di no!

Tutti gli altri se la ridono.

Rosa       (esasperata) Sentitela!  Santa ragazza… Svegliaaaa! Enrico    (con fermezza) Si è saputo com’è potuto accadere? Rosa       (affermativa) Sapete dove lavora Sergio?

Insieme   No!

Rosa       (scuote la testa) Sissignori! Lavora al Municipio. Tutta colpa dell’ignoranza. Perché noi ingenui siamo stati.

Lia          (interessata) Ebbene?!

Rosa       Voglio dire che il damerino lavorando al comune ha cancellato a suo piacere le carte. Chi lo controlla? Nessuno! Abuso d’ufficio per lui e per chi ha coperto la sua magagna.

Stella      (con aria disarmante) Lui è buono! Che cosa possiamo fare?

Rosa       (infuriata) Sentitela! Lo difende pure!

Virginia     (a  Stella)  Tua  madre  ha  ragione.  Sono  cose  dell’altro mondo… Accidenti!

Andrea     (a Rosa) Siamo sicuri che non ci sia una terza moglie?! Perché, arrivati a questo punto, questa persona potrebbe sposarsi a suo piacimento. Dico questo visto che il potere di aggiustare le cose a suo piacimento c’è l’ha.

Enrico    (allibito) Ma non è un reato essere bigamo?!

Virginia  Che vergogna!

Rosa        Certo. In galera! Lì è il suo posto… E io troverei il modo di corrompere il suo secondino a buttare la chiave.

Stella      (alla mamma) Che dici?! Non è così, come la vedi tu. (Poi si rivolge ai presenti) Lui è puro! Il suo cuore batte per chi ama. Cosa c’è di male se prima ama la moglie e poi ama tutte due. Sergio aveva

intenzioni  serie  per  la  mia  persona.  Poi, un  suo  collega  ha  rivelato l’imbroglio a chi non doveva sapere. Traditore!

Andrea   Chi non doveva saperlo?

Stella      Mia madre.

Virginia   (a Stella) Non è giusto! Perché dici così?!

Rosa       (Si porta l’indice premendolo alla tempia) A mia figlia manca un venerdì. La pazzia se la sta mangiando dolce dolce. Signori miei, dite qualcosa a questa sciagurata!

Lia        (con tono cono confidenziale a Rosa) Se fossi in te, non le darei così addosso. Dopotutto, queste cose sono sempre esistite. I tradimenti si consumano tra le mura domestiche. Mura che sono testimoni silenziose di lamenti, ma sono soprattutto capaci di trasmettere sicurezza. Tanto è vero che non possono accusare nessuno. Tu stai tranquilla, vedrai che questo Sergio continuerà a sbagliare. Lui, adesso dovrà pagare, poi si vedrà che intenzioni ha nei riguardi della ragazza.

Enrico    Qualcuno doveva spaccargli la testa.

Virginia   Oramai è fatta!

Andrea    Certo che la fantasia non gli manca! Non è da tutti vivere in questo modo. Beato lui!

Rosa          Solo questo sapete dire? Vi ho chiesto aiuto!… E voi cosa fate?!

Stella       (soddisfatta) Lo vedi mamma, anche loro non condannano più di tanto. Il tempo passerà e potrà dirmi se lui, mio marito, metterà a posto la nostra unione, oppure cancellerà il documento come prova di condanna nei suoi confronti: reato di abuso d’ufficio.

Rosa      (aggressiva) O continuerà a fare lo stronzo!

Tutti confortano la donna cercando di sdrammatizzare il fatto.

Rosa        (rassegnata) Noi andiamo via. Ci tenevo che voi sapeste di questo scherzo di cattivo gusto. Quel disgraziato ci ha disonorate!

Enrico    Signora, si faccia forza.

Virginia    (a  Rosa)  State  tranquilla  e  cercate  di  essere  vicina  alla ragazza: sembra che ancora non abbia capito bene. Queste cose sono delicate. Il cervello a un certo punto diventa acqua.

Lia         (a Stella con affetto) Non ti preoccupare cara, noi siamo qui.Stella e Rosa Salutano tutti con espressione mortificata

continua

LA FINZIONE COPERTINA