di Margherita Bonfrate

edito Helicon marzo 2021 iscritto alla SIAE

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

In scena, Andrea, Virginia, Enrico e Lia. I quattro si guardano in faccia pensierosi.

Enrico    Che storia!

Andrea   Sono convinto! Ebbene sì, sono persuaso, che una persona per vivere è capace di crearsi situazioni difficili per complicarsi l’esistenza. Non è da tutti… destreggiarsi con disinvoltura tra una persona e l’altra, senza un minimo di coscienza.

Virginia   Già! Ci vuole bravura a crearsi degli alibi per le occasioni importanti, compresi quelli per i giorni festivi.

Lia            Non mi meraviglia che Sergio o quelli come lui, finiscano col farsi nuove storie alla faccia di tutti.

Enrico e Virginia   (sbalorditi esclamano) Che cosa dici?!

Lia          Dico che in fondo non è sbagliato se si riesce ad amare più persone. L’amore… quello a pelle. Ecco, l’ho detto! È così. Questo tipo di amore entra ed esce senza permesso. Nel momento in cui vivi, riconosci la sua melodia e non puoi dire di no. È dentro di te. Io L’ho sentito nelle ossa… dappertutto.

Virginia  Va bene! Sarà pure come dici tu. Però, questo non giustifica la legalità delle due relazioni. Si deve pur scegliere, capire cosa si vuole… O no?

Enrico      (riprende le parole della moglie e la guarda negli occhi) A sentirti parlare mia cara moglie, dai l’impressione di essere esperta di questo amore. Tu… Ti rendi conto di quello che dici?! Come fai a parlare in questo modo, cosa ne sai?

Lia         Certo! Per te dovrei essere l’ignorante di sempre.

Enrico   (chiede l’attenzione degli altri) Sentitela! Sentitela, com’è sfrontata! Non ti vergogni?!

Lia         No!

Virginia   (al cognato)   Mia sorella, scherza sempre.

Enrico    Fosse vero! Così dici tu!  (Alla cognata) Che cosa dovrei dire per stare alla sua pari se non sono così.

Virginia    Simulare  di  essere  un  amatore  e  stare  al  gioco.  Provaci anche tu!

Lia          Bravo!  Simulare, solo quello puoi fare tu.

Andrea   (ferma Enrico che è scattato contro la moglie) Stai calmo! L’aria è diventata pesante cerchiamo di alleggerire la situazione.

Virginia  (alla sorella) Tu!  Sei sempre con il fucile pronto. Non ti puoi calmare?

Lia          Finite voi per me! Recitare ogni giorno, ogni momento: questa è la mia parte; del resto anche voi recitate. L’ansia, la paura, la gioia, ognuno di noi vive a modo suo, senza chiedersi come sta l’altro.

Andrea  (a Lia) Non fare di tutta l’erba un fascio, qui nessuno recita. Va bene?!  I tuoi sono paroloni e niente più.

Virginia (invita alla calma) Di là ci sono le bambine, cerchiamo di stare calmi, possono entrare da un momento all’altro. Non mi piace questa tensione. Dopotutto, i problemi stanno in casa della signora Rosa non qui da noi… O sbaglio?

Lia         Ti sbagli: ci sono anche qui!

Virginia Che cosa dici… In fondo non ti manca nulla… Di cosa ti lamenti?

Enrico    (a Virginia) Brava! In questa famiglia sei l’unica persona che ragiona. Credimi, non è la prima volta: questa affermazione io l’ho già ripetuta ad alta voce in altre occasioni.

Andrea  (a Lia) Questa è una serata no.  Non riesco a stare tranquillo… Avverto una certa agitazione. La storia del bigamo mi ha messo un

nervoso… Poi ti ci metti anche tu. Mah! Questa che serata è? (Si rivolge a Lia)

Lia          La serata della verità! Sapete, alla fine, una persona non riesce più a fingere.

SCENA SECONDA

In questo inizio di scena le bimbe si rincorrano ad alta voce verso i genitori. Così Lia non termina di finire il suo pensiero.

Iris          Papà! Papà! Vieni di là, mi racconti una storia nuova?

Enrico     Ti raggiunge la mamma! Lei è portata per le storie. (Con ironia.)

Lia           (scontrosa al marito) Tu, invece, reciti la parte dello struzzo. Nascondi la testa sotto la sabbia. Capirti non è difficile.

Livia        (tira il vestito della madre) Mamma! Mamma! La nonna non se ne vuole andare. Mi ha detto di dirti che presto verrà da te.

Lia           (a Livia) Magari! Così le dico che la colpa è anche sua perché lei sapeva e faceva finta di niente. Proprio come tuo padre.

Virginia (alle ragazze) La sveglia domani suonerà presto. Andate a letto!

Iris         Zia!  Vado in camera se viene anche papà.

Enrico    Ma sì, ci vengo! Vieni anche tu, cognata?

Virginia: No! Mi ritiro in cucina, ché poi ci sono delle cose da mettere in ordine; questa sera tocca a te stare con loro. Ti reclamano ed è giusto che anche il papà stia con le sue piccole. Quando stai con loro, l’affetto che trasmetti fa ritornare il lupo cattivo nella propria tana. In questo modo la fiducia e l’amore per te aumentano sempre di più.

Lia          (a Livia) Amore, salutami la nonna.

Livia       Va bene! La saluto anche per te.

SCENA TERZA

Andrea, Lia e Virginia.

Virginia   (alla sorella) Adesso che Enrico non c’è, prendi tempo per darti una calmata. È il momento di essere in pace, non ti pare?

Lia         Ma  che  pace  e  pace?!  Una  pace  dai  bollenti  spiriti.  Mi raccomando: stiamo attenti solo alla facciata esterna, quella interna vive schiacciata nel girone dell’inferno.

Virginia  (esasperata)  Spegniamolo!  Questo  fuoco  non  deve  alzarsi. Puoi continuare a roderti e a contorcerti… Ti sembra?

Lia          Un rimedio ci sarebbe.  Voglio porre fine a questo contratto sociale. Non sono né la prima né l’ultima a voler terminare un matrimonio.

Virginia  Ma che dici?!… Sei pazza?

Lia         Cos’è pronuncio un’eresia?  Merito il rogo?!

Andrea   Potresti non dire eresie… Ma tutto questo ora servirebbe a qualcosa? Non si può!

Lia         Meglio tardi che mai! Viva la sincerità.

Virginia  (sconvolta) Non  pensare a  te…  Non sei sola!  (Allude  alle figlie.)

Lia          (con calma cerca di spiegare) Forse lo faccio anche per loro: per  insegnare  che  fa  male  all’anima  trascinare  una  relazione  finita. Questo è un male oscuro.

Andrea   (si avvicina con tenerezza a Lia) Datti pace! Questa è la soluzione ai tuoi problemi. Raccogliti nella ricerca di te stessa, ti farà bene.

Lia        (con una risata isterica) Sì! Come no! Bevo la cicuta. Così farò la fine di Socrate! Ma tu guardati allo specchio e dimmi: sei meglio di me?

Andrea    (con fermezza) No!  Sono peggiore di te.

Virginia   (si alterna a osservarli, preoccupata) Mi sento scoppiare la testa; vado in cucina a bere un sorso d’acqua. (Nell’andare via, guarda storto prima la sorella e poi Andrea.)

SCENA QUARTA

Andrea e Lia

Andrea   (anche lui perplesso per le parole di Lia) Questo è un argomento pericoloso e trascinarlo porterebbe alla fine di questa commedia, non ti pare?

Lia           (nervosa) Cosa t’importa? Sai bene che se finisce tra me ed

Enrico tu resti ugualmente fuori dalla scena.

Andrea    Fino adesso siamo stati bene!  Perché rompere? Ti lamenti ora che forse non c’è più motivo.

Lia              (i due sono uno di fronte all’altra) Non t’illudere. Non sei l’unico capace di soddisfarmi. Certo, Se non fosse stato per te, tante emozioni sarebbero state nascoste per tutta la vita…

Andrea:  Lo  so  bene!  So  bene  che  quando  esci  da  qui,  fai  altre esperienze. Perché?… Non ti basto?

Lia          (con voce e sguardo ammiccante si racconta) Ma che ne so… Il bisogno di sentire altri contatti vive nel mio inconscio. Questa voglia è in me, e si accende a nuovi approcci. Tuttavia, il vuoto non finisce, resta lì per divorarmi senza tregua. Mentre, tu, fin dal primo momento, sei stato grande. Mi hai portato a conoscere le stelle, piaceri che nonostante la vita coniugale non conoscevo. Queste preziosità restano tali. Anche perché quel vuoto inevitabilmente mi riporta da te.

Andrea    Non li hai buttati via?

Lia             Scherzi?! Sono in un angolino vicino al cuore… Non vanno via.

Andrea     Altri ti danno di più?

Lia          (si atteggia a prima donna) Non si tratta chi dà di più. È bello dare spazio, uno spazio che cresce con il tempo. Oggi sono diversa da quella di ieri e domani non sarò quella di ora.

Andrea    (abbraccia la donna) Ti voglio!  Non m’interessa quella che sei. Sai bene che in tutti questi anni ho rinunciato a farmi una famiglia, solo perché tu sei la mia vita. Questo mi è bastato perché sei il mio sole, sei la mia terra, la mia famiglia. Vorrei vederti contenta senza ogni volta mortificare tuo marito.

Lia          (si ribella) Allora?! Questo perché Enrico non ha mai dato più di te? So bene che devo ringraziarti. Tu mi hai insegnato a conoscermi. Perciò sei stato considerato. Ora non basti nemmeno tu. Sono una così… Una particolare.

Andrea   (non sa che pesci pigliare) Sono io la tua rovina?

Lia         (con calma) Ti sbagli! Anzi… Andrea   (titubante) Cosa posso fare? Lia          Dovete lasciarmi stare! Andrea    Che intenzioni hai?

Lia          (scrolla le spalle) Non so…

Andrea   (con voce ansiosa) Stai zitta!… Ho sentito dei passi… Enrico sta per entrare. Non essere cinica, è un peccato!

Lia          (seccata) Peccato è quello che vive nell’ignoranza.

Andrea   (cerca di ammorbidirla) Alcuni filosofi hanno asserito che la felicità è non conoscere… Sarà vero?

Lia         (contrariata) Non è mio caso. Il voler conoscere mi porta a incontrare la felicità.

Andrea    (curioso) Forse intendi che è di moda essere viziosi?

Lia          (sarcastica) Tu vai sempre alla ricerca del pelo nell’uovo.

Andrea   (le prende la mano per baciarla) Voglio soltanto che le cose restino così… anche per Enrico.

Lia           (compiaciuta) Non chiedermi niente! Non so nemmeno io se ho il coraggio di dirglielo.

Andrea    Enrico sta per entrare. Forse è meglio che esco di scena. Ti prego, non buttare via i nostri anni, non è giusto.

Lia          (avvilita) Mi fai sentire colpevole.

Andrea    (la bacia sul collo) Il colpevole è innocente!

Lia         (disarmata dalla fisicità di Andrea, con voce debole) Vai! Non farti trovare… Enrico non sta bene con la testa.

Andrea la stringe ancora di più, poi con atto di sofferenza si allontana ed esce per raggiungere Virginia in cucina.

SCENA QUINTA

Enrico    (entra sconvolto) Iris non finiva mai di chiedere e poi, e poi… Io a quel poi non sapevo più cosa aggiungere. Meno male che è intervenuta Livia, ad alta voce: «Iris la nonna vuole che tu chiuda gli occhi e dormi.»  E Così è stato! Certo, la parola “nonna” è magica!

Lia          (con tono vergognoso) Mamma non prende pace. Gira e rigira è un’anima in pena.

Enrico      (pronto nella sua disponibilità) Possiamo fare qualcosa per lei?

Lia           (addolorata) So bene perché non riesce ad andare via.

Enrico    (curioso) Davvero! Perché?

Lia          È preoccupata per me. Teme che prima o poi possa lasciarti. E per tenerla a bada, le ho dato il divieto di accesso, cioè quello di non comparirmi. Poveretta! Per questa ragione segnala la sua presenza alle piccole.

Enrico    Che cosa vuole da te?!

Lia           Vuole che la nostra unione non finisca.

Enrico       (nervoso  cammina  su  e  giù)  Ma…  Tu  perché  vorresti lasciarmi?!

Lia         Non ha senso continuare a stare insieme.

Enrico    E che senso ha lasciarmi?

Lia          Il senso dell’onestà.

Enrico    Fare il proprio comodo per te vuol dire essere onesta?!

Lia        (con fermezza) Non è così! Libera. Voglio sentirmi libera, senza un peso sullo stomaco. Tu per me sei questo. La cosa più bella che tu possa fare è lasciarmi andare.

Enrico    (infuriato) Sono questo per te? Un peso sullo stomaco?!

Lia         Lo sai bene! Non è la prima volta che senti ciò. Mi dispiace! Enrico    (ferito nel proprio orgoglio) È colpa mia?! Si può rimediare? Lia         Essere un altro uomo!

Enrico     È tardi per esserlo?

Lia           Sai bene come stanno le cose.

Enrico     Ho pensato che ti bastasse… Provo vergogna.

Lia          Così poco?

Enrico     Essere uomo non è facile.

Lia          (dice  tutto  questo  con  nervosismo,  però,  senza  perdere  il controllo continua a guardare il marito) Già! Ho voluto darti tempo, ma non è servito. La natura è generosa con chi vuole. Mi sembra evidente che tu non rientri tra questi. Questo è sicuro!

Enrico    (umiliato) Che cosa pretendi…? Ci sono tante donne… vivono allo stesso modo senza fiatare. Tu perché non ti accontenti?

Lia          Bella! Questa è bella! L’avrei fatto se non avessi conosciuto altro.  E meno male come mi è andata: ho raggiunto quell’emozione che ti fa sentire la felicità in quel particolare momento.

Enrico    E questo, tanto vale?

Lia         Molto. Questo è sicuro!

Enrico    (Mortificato  e  bastonato  parla  alla  moglie  con  le  lacrime) Senti! So bene come stanno le cose. Che cosa posso fare?

Lia          (prende forza) Anche per questo c’è l’ho con te. Per tutto il tempo sapevi, e come sapevi mio bello; ma facevi finta di niente! Mettiti al mio posto, privarmi della sensazione più bella: Un furto, ecco cos’è stata la nostra convivenza. Mi hai tolto la conoscenza, senza una volta una sola volta, chiedermi scusa.

Enrico     (sottovaluta le parole di sua moglie) Ti ho dato due figlie! Cosa sono per te?

Lia              Amo le nostre figlie, ma non posso negare che sono nate, senza che io conoscessi sessualmente l’amore. Per me, poi, è stato naturale guardarmi attorno.

Enrico        Nella mia timidezza, mi sono illuso che il nostro rapporto bastasse, anche perché poi sono arrivate le bambine.

Lia         Ti sbagli.  La tua “non conoscenza” ti ha portato ad agire da impacciato. In altre parole, non sapevi che pesci pigliare. Le piccole non entrano in questo ragionamento.

Enrico   (timidamente, fa finta di incassare senza danno) Per me… sei sempre stata preziosa.

Lia         (lo guarda con aria di sfida) Incapace! Ecco cosa sei.

Enrico    (in tono supplichevole) Non mi lasciare! A che cosa serve farlo ora?… Mi sento male, al solo pensiero.

Lia          Non mi torturare! Le tue debolezze non portano da nessuna parte, sarà per questo che ogni volta che devo prendere una decisione ci sei sempre tu.

Enrico     Sono disposto a tutto! Basta che resti a casa…Va bene?

Lia non fa in tempo a rispondere perché entra in scena la sorella in compagnia di Andrea.

SCENA SESTA

Sul viso di Virginia e Andrea traspare l’ansia di sapere come stanno le cose. E che tipo di aria tira.

Virginia  (alla sorella) Per domani ho messo i fagioli in ammollo, va bene?

Lia          (con risata isterica) Mi chiedi se va bene qualcosa che hai già deciso, ti rendi conto della presa in giro?

Andrea   (tenta di fare da paciere) Dai! Domani li mangeremo.

Enrico     (ad Andrea con tono ironico) Già! Domani ci sarai ancora: si mangia!

Lia          (rimprovera il marito) Cos’è questa ironia nei suoi confronti? Dopotutto, l’hai portato tu in questa casa. Di cosa ti lamenti?

Virginia (allarmata da queste parole) Finiamola! Che cosa succede? Le bimbe possono sentire. Cerchiamo di parlare con toni tranquilli.

Enrico     (alla cognata) Non è possibile fare finta di niente. Tua sorella vuole finire di fare la moglie. E questo non mi va bene. Avete capito tutti?  Non  mi  sta  bene!  (Gira  su  stesso  indicando  con  l’indice  i presenti.)

Virginia  (alla sorella) Enrico sta scherzando vero?!

Lia          Perché quante volte l’hai sentito scherzare su questo fatto?

Virginia   (cerca una sedia) Andiamo piano… Mi gira la testa… Non voglio continuare a sentire.

Andrea    Questa è una giornata no!  Se Lia vuole, mi congedo.

Enrico  (allamico) Se Lia vuole?! beh! Chiedi a mia moglie il consenso per andartene. Ma Tu chi sei? Che cosa vuoi da noi?

Andrea   Da te niente! Lia è il mio tempo, la mia età.

Enrico    E io che tempo sarei?!

Lia           Una situazione di stallo. Cioè senza via d’uscita. Un punto stanco. Ecco… Questo sei da lungo tempo!

Virginia  Mio Dio! Chi siamo noi, per sentire cose che dicono solo nei film, ma che dico nelle commedie?! Si, Proprio in teatro si sente parlare così.

Lia           La vita è teatro! Noi siamo attori che recitano la parte che la società, la famiglia, ci hanno consegnato. Giorno dopo giorno siamo nella parte, con rassegnazione.

Enrico    (alla moglie) Bah! Non mi sembra che tu abbia accettato il tuo copione.

Lia          È questo che non ti va giù! Vuoi la mia sottomissione… Del resto non è stata difficile per te l’accettazione di quello che sei.

Enrico    Dimmi, cosa posso fare per rimediare?

Lia          Non devi fare niente!

Andrea    (a Lia)  Vieni via con me.

Lia          Mi chiedi di lasciar le bambine, la casa, la famiglia…

Andrea    Se questo può servire a ritrovarti, perché no?

Enrico    (furioso con Andrea) Lei non viene! Ci sono le bambine!

Andrea  (si avvicina a Enrico con tono amichevole) Lei non lascia le figlie; loro possono vivere con noi! Dopotutto, io sono legato alle bambine più di quanto sembri. Se davvero le vuoi bene, lasciala andare.

Ormai le carte sono scoperte. Sono un pescatore e calando la rete ho preso il più bel Pescato. Nell’amare Lia, ho conosciuto Dio.

Lia          (ad Andrea) Sai? Avrei voluto farlo solo con te. Ora, invece, sono una che pende spesso.

Andrea       Non m’importa! Chi sei non mi fa paura. Saprò tirarti dalla mia parte…  A qualsiasi costo. Ti sono vicino e non lontano come vuoi tu. È vero: sono l’amante, non ho diritto a niente, ma sono un essere umano che soffre nel vederti così indecisa.

Virginia  (scatta per rivolgersi alla sorella) Ma insomma… Finiscila di essere l’eterna indecisa. Se proprio non ti va più stare qui, dai un taglio.

Enrico    (contro la cognata Virginia) Che taglio e taglio! Fai presto tu a parlare così. Non va da nessuna parte! Lei è parte di noi. Si sa che, quando l’amore non c’è, ogni idea può essere pazza. E ora la mia pazzia m’induce ad abdicare in favore di Andrea… Se questo può risolvere le tue inquietudini (parla alla moglie), mi faccio da parte! Non ti merito.

Andrea  (a Enrico) Ti ringrazio. Magari lei decidesse per questo: sarei al settimo cielo! Non chiederei di più.

Lia          (punta con il dito indice il marito. Si avvicina con movenze feline) Ho capito bene?!… Sei convinto di quello che dici?

Enrico     Sei libera di fare quello che vuoi solo in casa. Tutto rimane in famiglia. E in questo modo la relazione resta privata.

Virginia  (al cognato) Ma Sentitelo!… Ti dovresti solo vergognare!  Osi proporre le condizioni di convivenza? Chi credi di essere?

Lia          (al marito) No!  Non farò quello che dici! Lascio questa casa, senza unirmi a nessuno. Ho bisogno di essere sola con i miei pensieri. Più in là ritornerò per riprendere le bambine. Non provare a cercarmi! La cosa migliore che puoi fare è essere trasparente.

Andrea    (a Lia)  Così, hai deciso?

Lia          Si!  Se un giorno accadesse di ritrovarmi nella mia coscienza, solo nella reminiscenza solare, solo allora verrei da te. Voglio tempo, solo tempo.

Andrea    Va bene!

Enrico    (alla moglie) Vattene!

Lia          (si rivolge alla sorella) Vado a prendere un po’ d’aria.

Ti telefono per dirti dove mandarmi le mie cose. La donna raccoglie borsa e altro e si avvia all’uscita senza salutare.