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Ridurre dipendenza estero. Al mese, per la tavola, si spendono circa 470 euro a famiglia

Carrello della spesa: volano gli acquisti low cost con balzo discount del +10% 

Coldiretti. Alessandria: Con la crisi ucraina rischio abbassamento garanzie qualitative e di sicurezza del cibo

Con il caro prezzi volano anche sul territorio provinciale gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +10,1% nelle vendite in valore, il più elevato tra tutte le tipologie distributive alimentari.

E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio a aprile che complessivamente registra un aumento del 5,5% degli acquisti alimentari rispetto allo stesso mese dell’anno precedente con  la spesa delle famiglie alessandrine che si aggira in media sui 470 euro al mese, tra alimentari e bevande analcoliche.

“Il balzo dei discount evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo –  ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Gli aumenti record delle quotazioni per i prodotti energetici e le materie prime si riflettono, infatti, sui costi di produzione del cibo ma anche su quelli di confezionamento, una situazione che nei Paesi più ricchi provoca inflazione, mancanza di alcuni prodotti e aumento delle situazioni di indigenza. Sulla sicurezza alimentare non si possono accettare passi indietro, mettendo a rischio la salute dei consumatori ma anche la competitività del Made in Italy dal campo alla tavola”. 

La crisi ucraina e i suoi contraccolpi globali, hanno messo in evidenza quanto l’Italia sia deficitaria su molti fronti per quando riguarda il cibo, costretta ad importare il 73% della soia, il 64% della carne di pecora, il 62% del grano tenero, il 53% della carne bovina, il 46% del mais, il 38% della carne di maiale e i salumi, il 36% dell’orzo, il 35% del grano duro per la pasta e il 34% dei semi di girasole, mentre per latte e formaggi ci si ferma al 16%.

“Il rischio è anche l’abbassamento delle garanzie qualitative e di sicurezza degli alimenti ma anche la trasparenza dell’informazione ai consumatori, con la richiesta di deroghe alla legislazione vigente, dall’innalzamento dei limiti massimi ai residui chimici presenti negli alimenti introdotta in Spagna per alcuni principi attivi, alla richiesta di utilizzo degli Ogm non autorizzati, fino alla possibilità di utilizzare olio di palma in sostituzione di quello di girasole senza indicarlo esplicitamente in etichetta, concessa con una circolare dal Ministero dello Sviluppo economico in Italia”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.

L’Italia, con l’agricoltura più green d’Europa, è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.

LA BLACK LIST DELLA DIPENDENZA DELL’ITALIA DALL’ESTERO


PRODOTTOPERCENTUALE 


Soia73% 
Carne di pecora                  64%
Grano tenero                       62%
Carne bovina                      53%
Mais   46%
Carne di maiale e salumi  38%
Orzo36%
Grano duro                          35%
Semi di girasole                  34%
Latte e formaggi                  16%


Fonte – analisi Coldiretti su dati  Centro Studi Divulga