Salve lettori e lettrici vi parlo di:

Ritorno a Breuddwyd di Anna Esse

Scappare lontano dai propri traumi si può?

Ovunque si andrà essi non ci abbandonano, ritornare all’origine non sarà mai tanto dura come affrontarli. Un lungo cammino si prospetta per la guarigione completa dell’anima.

La scrittrice in questo romanzo noir, presenta una cittadina dalla facciata mite, ambientato nel Galles in una città inventata con un panorama mozzafiato sull’oceano, ma proprio come le sue onde impetuose e impreviste sono i suoi abitanti.

Ognuno con la sua maschera che cela un animo oscuro, nei quali regna la maldicenza. Una microsocietà nata per innalzare chi ha un ruolo rispettabile nella comunità e affossare chi non ha avuto questa fortuna.

I suoi personaggi sono soggiogati dalla mentalità retrograda degli anziani che aizzano le nuove generazioni contro chi si comporta diversamente da loro, costringendo alcuni alla fuga e ad altri all’emarginazione totale, commettendo reati che rimangono impuniti. Una generazione dietro l’altra, in cui la voce fuori dal coro viene solo azzittita.

Un romanzo che anima molti personaggi, tutti caratterizzati con una voce personale, nascondono un mistero, in alcuni prevale i sensi di colpa e in altri il senso di preservare pulita l’immagine di chi non esiste più a costo della propria vita pur di non darla in pasto agli aguzzini della società.

Un racconto che gradualmente si scoprono tanti altarini di una società marcia. Ma cosa nasconde Breuddwyd tanto importante da essere tanto amata quanto odiata?

Perché tornare al punto di partenza, dove inconsciamente si sa che riemergeranno i vecchi dolori dell’anima, i traumi subiti? La città che da i natali agli emarginati ha veramente questa potenza? È come una corda stretta al loro cuore che neanche il vento del nord sembra che potrà mai sradicarli oppure ritornare alle origini nasconde qualcos’altro?

Una trama davvero ben ordita, dove si alterna il mistero all’ansia costante che qualcosa di irreparabile stia per succedere a momenti ironici, in questa altalena il lettore si sentirà sempre in costante allarme ma grazie alla sublime narrazione e alla ricerca di base adatto a ogni personalità e al mestiere che ricopre riuscirà a barcamenarsi.

Nulla viene lasciato al caso, ogni personaggio nominato ha un determinato ruolo che conduce il lettore attento fino alla fine.

Nota personale:

Devo dire che non è stata una lettura facile, l’attenzione è sempre alta, la bravura dell’autrice è stata proprio qui, nel sapere dosare momenti di ansia a momenti più rilassanti, nel sapere come alternarli con la parte romantica e quella noir. Si sente la ricerca che c’è stata nel far parlare con il linguaggio consono, la giornalista, il detective, lo psichiatra, e perfino le doppie personalità. Sono rimasta davvero colpita di tutta l’attenzione che ha messo per i singoli dettagli, e che non ci sono state parti superflue ma ognuna ha la sua motivazione.

Consigliatissimo!

Trama:

«Tutti abbiamo un’etichetta cucita addosso, non siamo noi a sceglierla, è la società che ce la impone».

Ann Hughes è una donna forte, intraprendente, incasinata, istintiva e avventata.

Dopo aver trascorso gli ultimi cinque anni a Londra, ritorna nella sua città natale, Breudwydd, una piccola località marittima sulla costa sud del Galles dove ritrova i suoi affetti e un mistero da risolvere: perché tutta la comunità chiama “mostro” il solitario Christopher Davies? Cos’ha mai fatto per meritare tanto odio?

Il senso di giustizia di Ann pizzica, mentre la giornalista che è in lei scalpita all’idea di conoscere la verità: ma sarà in grado di trovarla? E l’intera comunità come prenderà questo suo ficcanasare?

Odio, risentimenti e vecchie ferite che riprenderanno a sanguinare, saranno alcuni degli elementi principali di questa storia dalle tinte noir dove, a volte, l’amore può ferire più di uno schiaffo.