Il padre di Maria vive momenti di ansia nonostante si cerchi di tranquillizzarlo, dicendogli che probabilmente si è trattato per entrambe le fuggitive di un’azione inconsapevole e che quanto prima, esaudita la scossa di adrenalina, rientreranno alla base. Il dirigente di polizia con l’aiuto di una psicologa prova a capire in che stato emotivo si trovasse la bambina nel momento dell’allontanamento per meglio valutare la dinamica dell’accaduto.

– Intendete dire che non è stata rapita? – dice il padre di Maria.

– Pensiamo che probabilmente non è stata portata via con la forza – risponde il dirigente di polizia seduto dietro alla sua scrivania.

– Come fate a esserne sicuri? – replica l’uomo, accomodato dinanzi insieme alla sua compagna.

– Infatti non lo siamo, stiamo cercando di fare chiarezza su entrambi i protagonisti di questa vicenda. Sappiamo qualcosa sulla donna e desideriamo a questo punto approfondire la conoscenza su sua figlia. –

– Cosa c’è da sapere, è una bambina normale. –

– Sua moglie è morta due anni fa – interviene la psicologa.

– Sì, è stata colpita da una grave malattia – risponde l’uomo.

– Per sua figlia non sarà stato facile metabolizzare la sua assenza. –

– Non è stato facile per nessuno. –

Istintivamente la psicologa volge lo sguardo sulla compagna dell’uomo.

– … ci frequentiamo da alcuni mesi, ma questo non significa che l’abbia dimenticata – chiarisce il padre di Maria.

– Non intendevo dire questo, me ne guarderei bene nel farlo, ma solo che per una bambina non è facile superare un simile trauma se non viene adeguatamente aiutata. –

– Sta per caso insinuando che non mi prendo cura di lei? –

– Questo non posso saperlo. –

– Non aspettatevi da me che dica quello che non è vero. –

– Ci dica soltanto se sua figlia era serena, o se invece mostrava segnali di turbamento – interviene il dirigente di polizia.

Il padre di Maria sprofonda in una cappa di silenzio, mentre la sua compagna tenta di confortarlo stringendogli la mano.