O sogno vero, più bello del mio giorno,
come morbidamente io mi accomodavo
dentro il cedevole incavo del tuo collo
che morbidezza offrendosi trovava
me pronta trasfondermi in quel sogno
più vero di ogni mio più vero giorno! 

Ma eravamo troppo perfettamente
in due, non posso aver fatto tutto io
da sola! E chiaro, sei tu che hai organizzato,
tu che per farti sognare mi hai sognato.

Patrizia Cavalli, Datura, Einaudi 2013

Pure scoprendo che quello che vedevo,
e lo vedevo in te amore amato
in verità non c’è, non c’è mai stato,
forse per questo è meno vero? No,
continua ad essere vero, e non perché
così mi era sembrato, non si tratta
di soggettività. Nessuno infatti
avrebbe in sé alcuna qualità
se non fosse per quel sentire che spinge
a concepire mischiandosi all’oggetto
un pensiero commosso per cui la nostra mente
intenerita fa che la morte venga differita,
almeno per un po’, giocando a questo
o a quello, prestando al giocatore
opaco il suo fervore, anche inventato.

Note: da “Pigre divinità e pigra sorte” – Patrizia Cavalli

Essere testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico
mentale, è questa la grande prova
l’espiazione, è questo il male.

Da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi (1974-1992) 

Io scientificamente mi domando
come è stato creato il mio cervello,
cosa ci faccio io con questo sbaglio.
Fingo di avere anima e pensieri
per circolare meglio in mezzo agli altri,
qualche volta mi sembra anche di amare
facce e parole di persone, rare;
esser toccata vorrei poter toccare,
ma scopro sempre che ogni mia emozione
dipende da un vicino temporale.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999

Ma per favore con leggerezza
Raccontami ogni cosa
Anche la tua tristezza

Da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi (1974-1992)