Nata a Todi il 17 aprile 1947 ,viveva a Roma dove,dopo la laurea in filosofia, aveva legato la sua scrittura  poetica alla casa editrice Einaudi. È morta all’età di 75 anni ,il 22 giugno 2022 dopo aver combattuto per anni il cancro.

 Della sua vita privata sappiamo pochissimo se non che non si è mai sposata e non ha avuto figli. Ha sofferto,come altri poeti di depressione, che non ha mai nascosto come non ha nascosto la sua malattia.

Legatissima ad un’altra grande scrittrice ,Elsa Morante,parlò del suo rapporto amicale in un’intervista di qualche anno fa a “la repubblica “ dove disse anche:” Sono stata sempre ipocondriaca, sentendo in me qualcosa di segreto e di estremo. Poi, quando si è manifestato il male vero, l’ipocondria è passata: l’immaginazione non aveva più un luogo in cui andare. Il terrore legato all’ipocondria veniva dal vuoto corporale. Il cancro ha riempito il panico. E mentre gli amici mi dicevano: hai una gran forza d’animo, la verità è che scoprendo la malattia io non ero più depressa“.

Della morte scriveva: “La morte vorrei affrontarla ad armi pari / anche se so che infine dovrò perdere, / voglio uno scontro essendo tutta intera, / che non mi prenda di nascosto e lentamente”.

Ed anche: Ho avuto il tempo d’immaginare la morte. Il massimo del terrore è l’idea di finire in una zona dove non ho controllo” aveva raccontato a Repubblica.

Eppure lo scontro non è stato ad armi pari nè veloce

Scrittrice di poesia per eccellenza tra cui ricordiamo le raccolte , Poesie 1974-1992″ (1992), “Sempre aperto teatro” (1999), “Pigre divinità e pigra sorte” (2006), “Datura” (2013) e Vita meravigliosa (2020

Era traduttrice di Moliere e  Shakespeare  e scrittrice di canzoni che aveva raccolto in un cd e nel librol “Al cuore fa bene far le scale” (Voland 2012).

Per ricordarla,ecco alcune delle sue poesie:

Questa sfusa felicita’ che assale

Questa sfusa felicità che assale
le facce al sole,
i gomiti e le giacche
– quante dolcezze
sparse nel mercato,
come son belli
gli uomini e le donne!
E vado dietro all’uno
e guardo l’altra,
sento il profumo
inseguo la sua traccia,
raggiungo il troppo
ma il troppo non mi abbraccia.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999


Io scientificamente mi domando
come è stato creato il mio cervello,
cosa ci faccio io con questo sbaglio.
Fingo di avere anima e pensieri
per circolare meglio in mezzo agli altri,
qualche volta mi sembra anche di amare
facce e parole di persone, rare;
esser toccata vorrei poter toccare,
ma scopro sempre che ogni mia emozione
dipende da un vicino temporale.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999


Bene, vediamo un po’ come fiorisci,
come ti apri, di che colore hai i petali,
quanti pistilli hai, che trucchi usi
per spargere il tuo polline e ripeterti,
se hai fioritura languida o violenta,
che portamento prendi, dove inclini,
se nel morire infradici o insecchisci,
avanti su, io guardo, tu fiorisci.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999


Esseri testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico
mentale, è questa la grande prova
l’espiazione, è questo il male.

Note: da Poesie, Patrizia Cavalli, Einaudi 1999

foto della poetessa Patrizia Cavalli