Situazione peggiore del 2003, produzione ortofrutticola in grave sofferenza

Caldo: con le alte temperature brucia la frutta sugli alberi, perdite fino al 15% 

Coldiretti. Alessandria: Conseguenze della bolla di calore, anche sul territorio alessandrino i frutticoltori lanciano l’allarme

Il caldo torrido e le alte temperature stanno bruciando la frutta sugli alberi con perdite fino al 15%. 

E’ quanto emerge dal monitoraggio Coldiretti Alessandria sugli effetti della bolla di calore che sta avvolgendo il territorio mentre la siccità assedia i campi. Uno scenario drammatico che coinvolge anche diverse parti del territorio alessandrino, con la frutta cotta dal sole direttamente sulla pianta, come documentato da Laura Ciceri titolare dell’agriturismo “Cascina Trapella” in frazione Roncaglia nella zona di Casale Monferrato.

Dove è possibile, gli agricoltori sono ricorsi alle irrigazioni di soccorso per salvare le coltivazioni più in sofferenza, una situazione che fa salire a tre miliardi il conto dei danni provocati nel 2022 all’agricoltura italiana dalla siccità e dall’eccezionale ondata di calore dopo che l’anno scorso a causa di eventi estremi l’Italia aveva già detto addio a 1 frutto su 4 della propria produzione nazionale. 

“A livello provinciale la situazione è peggiore del 2003, per difendere il patrimonio ortofrutticolo è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro” ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco nel sottolineare che contro la siccità e gli effetti del cambiamento climatico è necessario avviare al più presto “il grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo per recuperare e riutilizzare fino al 50% dell’acqua piovana contro l’11% attuale evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo”.​

Il balzo delle temperature oltre i 40 gradi con Caronte che stringe d’assedio città e campagne ha fatto esplodere i consumi di frutta e verdura sulle tavole degli alessandrini negli ultimi sette giorni con un aumento medio del +20% portando l’ortofrutta a prima voce di spesa per una media di quasi 108 euro al mese. 

Frutta e verdura sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile.

“Per garantirsi prodotti freschi e di qualità ma anche per sostenere il sistema produttivo nazionale duramente colpito dal clima per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il consiglio della Coldiretti è di verificare la provenienza italiana, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori o nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali. E’ necessario sostenere l’economia territoriale, soprattutto in un momento già particolarmente difficile a causa degli sconvolgimenti di mercato causati dal conflitto in Ucraina: i nostri produttori devono vendere 3 chili di frutta per potersi pagare un caffè! Non possono lavorare sotto i costi di produzione per cui siamo pronti ad applicare il decreto sulle pratiche commerciali sleali visto quanto sta accadendo”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco.