An unconventional street art exhibition

Qualche giorno fa mi sono recata al Castello di Desenzano del Garda in visita alla mostra d’arte “ Banksy è chi Banksy fa” un’esposizione non semplicemente di Bansky, ma sul fenomeno Bansky.

Oltre alle opere dell’artista di Bristol, infatti, il percorso espositivo comprende anche le opere di alcuni dei protagonisti principali della Street Art internazionale come Keith Haring, Obey, Ron English, Invader e molti altri ancora

I pezzi esposti sono lavori su legno, tela, carta, sculture, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati

Il fenomeno Bansky: un muro di 70km di recinzione con del filo spinato dividono la Cisgiordania dallo Stato di Israele. Quel muro che vuole dividere, che testimonia una conflittualità non di popoli ma di governanti, quel muro che vuole indurre gli uomini all’odio è diventato la tela sulla quale il più popolare e comunicativo degli artisti anonimi della contemporaneità ha tracciato i suoi segni di pace

Nel cemento del muro, Bansky, ha raffigurato una bambina che assiste al volo di un palloncino rosso a forma di cuore. Uno dei più intensi messaggi di pace di Banksy

Nei suoi muri sono trattate tematiche di questa contemporaneità carica di contraddizioni: la guerra, la violenza, la discriminazione razziale, il potere, il ruolo della donna

Banksy rende i suoi messaggi comprensibili a tutti, senza che questo ne comprometta la forza ed il significato.

Banksy sceglie l’anonimato, creando un mistero sulla sua identità, ma conquistando così una forza comunicativa maggiore.

📸&✍🏻 Nicoletta Zappettini