Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Fabrizio Caramagna

Ho passato la giornata a medicarmi le ferite con i raggi del sole.
Ho passato il pomeriggio a cancellare la mia infelicità con l’acqua salata.
Ho passato la sera a togliere le paure dalla mente, mettendovi dentro stelle e canzoni.
Se qualcuno mi chiede come ho passato la mia giornata al mare, io rispondo: “A guarire”.
Perché nient’altro al mondo mi guarisce come il mare.
(Fabrizio Caramagna)

Io voglio perdermi
tra i tuoi pensieri
nel modo in cui ascolti il mare
mentre ti addormenti.
(Fabrizio Caramagna)

Lui, Fabrizio Caramagna, ama il mare, come posso dargli torto, lo capisco. Io amo immensamente il mare, perchè ci vivo e lo vivo.

Ho notato che una caratteristica dei veri grandi è rimanere umile sempre e comunque.
Nessuno lo conosce bene, un uomo timido e schivo, la sua vita privata un mistero, ma nasce a Torino il 23 settembre 1969, un aforista sorprendente, viene citato dovunque, anche all’estero. Le sue frasi sono multicolori, il vento le sparge ovunque, e allora fioriscono e ci ammaliano.
Lui è Fabrizio Caramagna, pronuncio il suo nome, con una sorta di timore reverenziale, perchè io cerco le sue frasi, i suoi aforismi e ne rimango incantata.
Fabrizio ha una sensibilità spiccata per la natura, la sua è un anima che pesca le parole, diventando immediatamente luminose.
Lui dice che un aforista è dotato di un filo intermentale, anche questo è sorprendente!
Già dai tempi dell’università si occupava di letteratura abbreviata, in questo caso ricordiamoci dell’ermetismo, corrente di letteratura che coagulava una poesia molto intensa , ma non sempre di facile interpretazione. Questa ricerca di brevità fa parte del nostro Fabrizio, ma in modo diverso, in lui le parole che scaturiscono sono di facile comprensione, l’aforisma è una proposizione che riassume una massima di vita pratica.
Nella sua vita precedente, ha fatto l’operatore di borsa, per poi dedicarsi completamente, io direi alla magia delle parole che producono incantesimi. Alla fine del 2000, fonda ” Aforisticamente”. Nonostante questa passione il suo primo libro risale al 2009, ” Contagocce, 69 aforismi”, edito da Genesi editore. Il suo secondo libro, ”Linee di seta” da Lietocolle editore nel 2012.
Nel 2018 firma un contratto con la Mondatori, con la quale ha pubblicato nel 2019 ”Il numero più grande è due” e nel 2020 ” Se mi guardi esisto”. Sena contare che ha collaborato a livello internazionale e anche a traduzione e ricerche importanti nell’ambito degli aforismi.
Un contributo importante per la letteratura moderna, Fabrizio Caramagna, fotografa gli istanti con le parole. Traduce le emozioni, le sensazioni in parole. Lui è il mago delle parole, come se fossero in un calderone, una mescolata ed escono fuori in incantesimi e meraviglia.
Quello che scrive, vive improvvisamente, fiori in una crepa di muro, suono della risacca, mormorii del mondo. Fabrizio Caramagna ”…scrive parole sul pentagramma delle emozioni, ogni parola, come una nota si colloca sulle righe e negli spazi, e diventano note. Le parole sono lo spartito della vita e delle emozioni. Dalle note del vento, dalla pioggia, dal frusciare dell’erba…, le parole cantano e sono musica”.
Ognuno di noi da ciò che ha nel cuore, la prima domanda che ti faccio, apparentemente banale, tu cosa hai nel cuore? Tu ci regali sensazioni uniche, le tue frasi sono fotografie istantanee di ciò che tu sei. Vorrei per questo che ci raccontassi.

  • Nel mio cuore ci sono campi di girasole, mare turchese, stupore e incanto. Ma c’è anche una ferita, dentro il mio cuore. Uno scrittore che non ha una ferita sempre aperta, quella ferita che grida di notte, per me non è uno scrittore. Magari preferisce tenerla nascosta, perché non vuole farsi compatire, ma una ferita deve averla. Solo chi soffre, solo chi mette a nudo il proprio cuore, può davvero raggiungere davvero il lettore.,
    In un mio aforisma scrivo: “La scrittura – anche quella più delicata – è il cuore messo a nudo, è oltraggio al pudore, è brivido.
    La scrittura finta e mascherata la riconosci subito. E vuota e scontata e non mette in pericolo nessuna parte di noi”.
    Quando scrivo sulla bellezza di un campo di tulipani, insieme ai colori ci metto sempre un grammo di dolore.

A scrivere immagino avrai iniziato presto, cosa ti piaceva, cosa scrivevi e come sei arrivato a questa letteratura breve?

  • Avevo 16 anni. Scrivevo racconti brevi di 2-3 pagine. Ho sempre amato Cesare Pavese e volevo scrivere racconti con il suo stile. Poi nel corso del tempo ho cominciato ad abbreviare sempre più quello che scrivevo. Una pagina, mezza pagina, finché mi sono trovato a scrivere racconti di poche righe. Allora mi sono chiesto il perché di questa brevità, che mi portava a concentrare in poche parole le mie emozioni, e da lì è nata la scoperta di quel mondo magico e sconosciuto che è l’aforisma… La Rochefoucauld, Joubert, Lichtenberg, Kraus, Cioran, Canetti, scrivevano tutti breve come me! Avevo scoperto dei fratelli, simili a me!

Io penso che scrivere è un moto irresistibile, per chi scrive poesia e aforismi, specie se colpiti improvvisamente da una forte sensazione, io dico che la sindrome è del tipo” mi sto scrivendo sotto”, magari qui ci scappa da ridere, ma è cosi.

  • Scrivere è mettere una scala sopra il linguaggio affinché le cose salgano verso le stelle. Io scrivo perché ogni volta ho bisogno di toccare quelle stelle. Ho il vizio di toccare le stelle.

. Tu sei citato dovunque, hai scritto migliaia di aforismi, hai fondato ” Aforisticamente” come si evolve tutto ciò?

  • Aforisticamente nasce nel 2008 con l’obiettivo di far conoscere in Italia i principali scrittori di aforismi contemporanei. In realtà il sito era rivolto non solo al pubblico italiano, ma al pubblico di tutto il mondo. A differenza della poesia e della narrativa, non esisteva una bibliografia dell’aforisma contemporaneo mondiale né antologie per nazione (tranne in alcuni rari casi). Definisco il lavoro fatto su Aforisticamente dal 2009 al 2014 una follia, un po’ come fu follia quella del protagonista del film Fitzcarraldo, che si propose di portare l’opera lirica nella foresta dell’Amazzonia. Ho fatto tradurre 400 aforisti di ogni parte del mondo, dal Costa Rica alle Isole Mauritius, dalla Lituania all’Australia. Ho anche curato e pubblicato, con il marchio Aforisticamente, l’antologia dell’aforisma in Serbia (34 autori contemporanei), l’antologia dell’aforisma in Romania (20 autori contemporanei) e l’antologia dell’aforisma in Spagna (13 autori contemporanei), Con Edizioni Il Foglio Clandestino ho curato l’antologia dell’aforisma in Finlandia, mentre insieme alla Associazione Italiana per l’Aforisma ho pubblicato negli Stati Uniti l’antologia dell’aforisma italiano in italiano-inglese (The New Italian aphorists) con i migliori aforisti italiani viventi. Purtroppo i lettori di Aforisticamente dal 2009 al 2014 erano 50 al giorno. A nessuno interessava conoscere l’aforisma in Costa Rica o in Bolivia o in Macedonia. Né tantomeno acquistare le antologie. Così, nel 2014, di fronte a due alternative, chiudere il sito o trasformarlo, ho seguito la seconda opzione e Aforisticamente è diventato un sito per temi (amore, amicizia, auguri di compleanno, etc). Solo allora il pubblico si è moltiplicato all’ennesima potenza. Il fatto è che al pubblico italiano non interessa lo scrittore di aforismi in Costa Rica. Il pubblico vuole un aforisma per i suoi cinque minuti di saggezza e ironia su un tema ben definito. Per tale motivo definisco il mio monumentale lavoro portato avanti dal 2009 al 2014 un enorme fallimento. E non sono certo orgoglioso di sapere che migliaia di persone vanno ogni giorno su Aforisticamente perché cercano una frase utile. Aforisticamente è un distributore automatico di frasi per ogni occasione. Non era quello che volevo.

Fare lo scrittore è gratificante, scrivi ciò che tu sei, specialmente nel tuo caso, ma quante difficoltà nel mondo esterno lo scrivere?

  • Fare lo scrittore di aforismi non è per nulla gratificante. I motivi sono molti. La gente cita la mia frase ma non mette il tuo nome e cognome. Oppure mette il nome e cognome (magari su instagram usa anche l’hashtag #fabriziocaramagna che ha 55.000 post, che è tantissimo) ma non si chiede chi è Fabrizio Caramagna. Molti pensano che io sia morto. Addirittura un importantissimo festival ha usato una mia frase come slogan, ma non mi ha invitato (non ci ha proprio pensato, secondo me!). Le mie frasi sono molto più famose di me. Ma anche loro hanno vita breve. Durano cinque minuti e poi finiscono nel dimenticatoio. In una mia frase scrivo: “Gli aforismi sono i coriandoli della letteratura. Li si butta in aria per cinque minuti di saggezza e ironia, e poi cadono in terra e vengono dimenticati”.

Le persone che scrivono, sono dei sognatori, su questo non c’è dubbio! Quanti sogni tu hai?
Quanti progetti concreti e che stai ultimando?

  • Per quanto riguarda i miei progetti ho deciso che non pubblicherò più nessun libro, dopo i due recenti romanzi (i primi romanzi al mondo scritti solo per aforismi e frasi brevi, un esperimento mai tentato da nessun altro scrittore). Ho conosciuto il mondo editoriale, i librai che non leggono e mettono in vetrina i soliti libri, i supplementi di cultura con le loro recensioni di scambio, i festival letterari dove invitano sempre i soliti noti o gli amici degli amici. Non voglio più avere a che fare con quel mondo.
    Sto curando una dizionario di 20.000 voci aforistiche dalla A di abbraccio alla Z di zucchero, che non verrà mai pubblicato in vita e neanche dopo la mia morte, perché si tratta di migliaia e migliaia di pagine che non possono stare dentro la forma di un libro. Per ogni voce ci sono decine di aforismi, per cui stiamo parlando di un’immensa cattedrale che non so neanche se riuscirò mai a ultimare. Si possono leggere alcune voci (per adesso ce ne sono 1500) sul mio sito https://fabriziocaramagna.com/ . La difficoltà più grossa – e anche la sfida più impegnativa – è quando dovrò scrivere aforismi su voci come aulico, bailamme, corrusco, discrasia, egida, frattale, etc, etc… Mi sono divertito a scrivere su 200 animali e su almeno 30 colori diversi. E sto scrivendo su diverse località italiane. Adoro le sfide impossibili.

Alla fine vorrei che tu mi parlassi di te, del tuo essere intrinseco Fabrizio Caramagna.

  • La mia vita è la scrittura e la scrittura è la mia vita. Ogni tanto vado al mare e faccio palestra (sollevo 150 kg con il bilanciere, faccio 130 kg di stacchi, 50 flessioni di seguito. Sto cercando di fare trazioni con una mano sola, insomma, mi impegno!). Purtroppo è un peccato che ciò che scrivo resti confinato nella mia stanza o nel mio sconosciuto blog fabriziocaramagna.com, ma – come dicevo sopra – non voglio avere più nulla a che fare con il mondo letterario. E quanto ai social, sto valutando se chiuderli.

Allora Fabrizio se adori le sfide impossibili, continua a donarci le tue magie, il mondo è una sfida impossibile, la vita ogni giorno è una sfida impossibili, se ci arrendessimo l’uomo non esisterebbe più. Siamo in un periodo oscuro, ma le tue parole sono luce e bellezza pura, tu non vedi solo, ma guardi dentro le cose, e questo è più profondo. Quando guardiamo veramente, vuol dire uno scavare, anche un farsi male. un osservare oltre. Questo oltre da un significato maggiore, andare sotto la superficie, per sondare, per scoprire, siamo radice in questo caso, perchè il nostro sguardo va oltre la scoperta e scoprire nutimenti meravigliosi. Come una vigna che va nel terreno più profondo, con le sue radici, per avere un nutrimento unico e speciale. Allora facciamoci vigna, i nostri grappoli migliori e succosi. Io personalmente ti incontro ovunque e spesso, nei gruppi dei poeti e scrittori, su google, accostato a frasi di Neruda, Lorca, Ungaretti, Quasimodo,e credimi l’elenco è lunghissimo.
Tutto vero ciò che dici, vanno a cercare le tue frasi, come quelle di altri famosi e neppure il nome, triste realtà, ma cosa c’è di più triste di chi ruba un pensiero e lo sa suo, quando non è capace di farne uno suo?
Vorrei terminare con miliardi di ringraziamenti e per quanto mi riguarda, TU ESISTI.
GRAZIE

Fabrizio Caramagna ”il ricercatore di meraviglie” foto presa da web.
Una storia d’amore tra Alberto e d Eleonor. Raccontato in modo personale attraverso aforismi.

l numero più grande è due

Non è che di miliardi il numero più grande che ci sia. Il numero più grande è due. Ti sfiora passando per strada e tu pensi di averla già conosciuta, forse sei sto un fiore nella sua mano, qualche secolo fa. Fabrizio Caramagna.

C’è chi cerca un palcoscenico, chi un ponte di comando, chi un piedistallo. Poi c’è chi vorrebbe solo una panchina, per fermarsi a respirare e guardare un fili d’erba che cresce. Fabrizio Caramagna.

L’ultimo libro di Fabrizio Caramagna e il suo insolito modo di raccontare storie attraverso aforismi, piuttosto direi cullati dalle emozioni e le sensazioni che trasmettono.
”…in modo poetico che ci presenta la storia di un uomo, che si trova a dover spiegare a suo figlio perché la sua mamma e il suo papà non possono più vivere insieme…”
“Tu sei colui a cui posso finalmente mostrare il mio fuoco e le mie tempeste.” Fabrizio Caramagna.

Ci sono così tante impronte qui in terra – sulle banconote, le tastiere, i vestiti – e quasi nessuna, lassù, nel cielo. Del resto, si sa, solo pochi riescono a toccarlo con un dito.
Fabrizio Caramagna

Deve essere stato un soffio di vento che ha rubato la morbidezza dei miei anni di bambino. Chissà a chi l’ha donata. Forse a un altro bambino o a un prato di primavera. O forse dopo tanti anni continua a portarla con sé come un tesoro. Se trovassi le vie segrete dei venti, mi metterei alla ricerca di quel soffio e gli chiederei di restituirmi – anche anche se solo per pochi istanti – la mia morbidezza perduta.
Fabrizio Caramagna
È solo più tardi che si scopre se un bacio è stato una breve escursione, l’inizio di un lungo viaggio o un soffio che si sposta, forse per sempre, in una nuova dimora
Fabrizio Caramagna


Guardare il mare di notte come si guarda una madre che dorme. Avere cura di ogni suo respiro. Imparare a udire quel suo fiato che sembra dire “Apriti alle cose e sogna”.
Fabrizio Caramagna

La resilienza appartiene a chi traccia strade dove c’erano ostacoli, a chi camuffa una caduta con un magnifico volo, a chi sa che qualcosa sta nascendo, proprio lì, sotto quel sasso arido e sterile che tutti ignorano.
Fabrizio Caramagna

Ora potrei continuare all’infinito, come se le sue frasi fossero stipate nella borsa magica di Mary Poppins, non si finisce mai, e soprattutto di stupire e sorprendere