I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale 

recuperano due capolavori del pittore “Il Moncalvo”

Due importanti pale d’altare di Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo”, sono state recuperate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino che, dopo il provvedimento di confisca emesso dalla Procura di Alessandria, verranno restituite alla Diocesi di Casale Monferrato.

Le opere ed i dettagli dell’operazione, verranno illustrati nel corso della cerimonia di restituzione che si terrà il 7 luglio alle ore 11:00, presso il Seminario Vescovile di Casale Monferrato alla presenza di S.E. Mons. Gianni Sacchi, del Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Torino Ten.Col. Silvio Mele del Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casale Monferrato.

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino trova sede presso la Palazzina “Casa Spalla” nel complesso di Palazzo Reale, prospiciente l’attuale via XX Settembre e si affaccia sull’area archeologica costituita dalle Torri Palatine (l’antica Porta Romana) e dal Teatro Romano. La storia del Palazzo Reale inizia nel 1563, con il trasferimento della capitale del ducato di Chambéry a Torino, momento in cui Emanuele Filiberto inizierà un processo di trasformazioni urbanistiche incentrate sulla fortificazione della città e la costruzione della propria residenza. Questa sarà inizialmente insediata nel Palazzo del Vescovo, nei pressi del Duomo di San Giovanni. Nel 1584 il duca Carlo Emanuele I affidò ad Antonio Vittozzi la costruzione della nuova fabbrica.

Alla scomparsa di Vittozzi e durante la reggenza di Cristina di Francia, il cantiere verrà diretto da Carlo di Castellamonte e quindi da Carlo Morello che inizierà la costruzione del Padiglione per l’ostensione della Sindone. Si definisce così lo spazio della cosiddetta “Piazzetta Reale”, che dagli anni trenta del XIX secolo verrà delimitata dalla cancellata del Palagi, tuttora esistente. Con Vittorio Amedeo II si sviluppa inoltre il programma di sistemazione del Giardino.

Dopo l’acquisizione del titolo regio nel 1713, vengono affidati i lavori all’architetto messinese Filippo Juvarra, che doterà la città ed il territorio di capolavori assoluti. Alla partenza di Juvarra per Madrid, la carica di primo architetto venne affidata a Benedetto Alfieri, che definirà gli apparati decorativi degli ambienti del secondo piano.

Nel 1865, con il trasferimento della capitale d’Italia prima a Firenze e successivamente a Roma, il Palazzo Reale perderà così progressivamente le sue funzioni di residenza, per aprirsi al pubblico come Museo e come Palazzo sede di Uffici. In questa ottica Emilio Stramucci realizzerà nel 1911 la “Manica Nuova”, che verrà realizzata con corpo a manica doppia e corridoio centrale, notevolmente arretrato rispetto all’asse viario. Tale soluzione fu adottata in seguito alle scoperte archeologiche che in quegli anni si compivano intorno all’area del Duomo. Nell’edificio hanno oggi sede gli Uffici Amministrativi della Regione Piemonte, mentre è prevista per un prossimo futuro la destinazione dell’intera struttura al nuovo impianto della Galleria Sabauda.