– Hai detto che sei stato da tua madre – dice Carla, in cucina intenta a preparare la cena.

– Sì – risponde Paolo, aiutandola ad apparecchiare la tavola.

– Potevi dirmelo, sarei potuta venire anch’io. –

– È stata una cosa nata all’improvviso, un fuori programma, ho avuto un paio d’ore libere, così ho deciso di andarci. –

– Vorrei conoscerla, sempre se per te va bene. –

– Certo! Verrà il momento che la conoscerai. –

– Ho paura che per un motivo o un altro questo momento non verrà mai. –

– Ma cosa dici! –

– Quello che ho detto; che poi, è la pura verità. Da quanto tempo stiamo insieme? –

– Be’, credo che siano … –

– Ha poca importanza, lascia perdere, non è questo quello che conta; ho l’impressione che tu voglia tenermi lontano dalla tua famiglia. –

– Hai detto bene, è solo un’impressione. –

– Può darsi che sarà come dici tu. Come sta lei? –

– Bene. L’ho vista bene. –

– Di cosa soffre esattamente? – chiede la donna.

– Molti anni fa è caduta in una forte depressione di cui non è riuscita a venirne fuori e che l’ha resa praticamente non autosufficiente – risponde Paolo.

– È brutto. –

– Già. Non è in grado di badare a sé stessa, ha bisogno di assistenza continua. –

– Capisco; tuo padre è morto, giusto? –

– Sì; ero piccolo quando se n’è andato. –

– Cosa ha avuto? Perdonami se te lo chiedo … –

– Un infarto … sì, è stato colpito da un infarto fulminante. Mia madre è convinta che sia vivo, mi chiede sempre di lui. –

– Mi dispiace, immagino che per te non sia stato facile. –

– È tutto passato, o almeno in parte. –

– Sono stata cattiva a parlartene. –

– No, è inevitabile che ciò avvenga, soprattutto se continuo a tenermi tutto dentro. Si spera sempre che le cose migliorino. –