In uno dei momenti più critici della storia, all’Italia serviva stabilità.
A tutti i costi?
Senza entusiasmo, rispondiamo: molto probabilmente sì. Questa stabilità doveva assicurarla chi governa, chi è stato eletto, chi ha la responsabilità del Paese, chi ha il dovere di negoziare, chi ha il privilegio di decidere per tutti noi.

Hanno fallito tutti. Avete fallito tutti, perché non essere capaci di tenere insieme un governo in questo momento, non riuscire a scegliere quali politiche comuni portare avanti tra tutte le miriadi di cose di cui necessita il Paese, vuol dire non essere capaci di fare politica. Che vuol dire non essere capaci di occuparsi del Paese.

Avanti il prossimo, che con tutta probabilità sarà la prima donna premier d’Italia: un’ipocrita retrograda che vive di propaganda, tra un arresto e l’altro dei suoi amministratori. Governare è altro e noi pensiamo che, messa alla prova, Giorgia Meloni potrà essere solo una cosa: come Nerone per Roma. E dopo? Forse dopo la devastazione totale, dopo l’annientamento socioculturale ed ambientale le cose si faranno serie, forse si tornerà a fare politica e non il gioco delle parti. Bisognerà ripartire da una classe politica nuova, perché la vecchia sarà sotterrata dall’umiliazione.

A meno che…Sinistra, se ci sei batti un colpo! I progressisti devono smettere di stare col piede in due scarpe, servono un piano serio e facce credibili, non quelle che continuano a fallire, pure quando governano.

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