Pablo Neruda, Odi elementari (Tercer libro de las odas, 1955-1957)

Le Odi elementari sono una chiara canzone di Pablo Neruda all’identità che è in ogni cosa del compito quotidiano. Nella visione geniale di Neruda, la cipolla è al centro della scena appena prima vista, proprio come la castagna., e ci ricorda l’importanza di questi elementi e la grande bellezza della loro semplicità. È questa visione già matura di Neruda che gli dà un posto tra i grandi poeti, perché raggiungere l’indecifrabile non è la cosa difficile, la cosa veramente complessa è prendere la bellezza da dove è sempre stata e pochi si sono resi conto di vederla e fallo dominare su tutti.

Da quelle zagare
disfatte
dal lume della luna,
da quell’effluvio di un amore esasperato,
affondato in fragranza,
uscì
dall’albero il giallo,
dal loro planetario
scesero a terra i limoni.

Tenera mercanzia!
Si gremirono rive,
mercati,
di luce, d’oro
silvestre,
e aprimmo
le due metà
del miracolo,
acido congelato
che stillava
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più profondo
della natura,
intrasferibile, vivo,
irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
dalla sua casa fragrante,
dalla sua agra, segreta simmetria.

Nel limone divisero
i coltelli
una piccola
cattedrale,
l’abside nascosta
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così, quando la tua mano
strizza l’emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d’oro
tu spargi,
un giallo calice
di miracoli,
uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.

*Impariamo ad apprezzare quello che la natura benigna ci offre guardandolo con gli occhi del grande poeta e forse vedremmo il grande miracolo che c’è in ogni cosa. Anche un limone tagliato e spremuto sull’insalata diventa un universo d’oro che tu puoi spargere grazie alla terra feconda.