DISSE LA VITE AL VITICOLTORE: “DAMMI DA BERE, MA RICORDATI CHE SONO ASTEMIA”, di Silvia Gario

La siccità perdurante in Piemonte, il caldo torrido e le temperature particolarmente elevate rispetto alla norma stagionale stanno mettendo a dura prova la produzione vitivinicola anche in Monferrato.

In questo 2022 stiamo assistendo a condizioni che non si vedevano da circa settant’anni, in cui il caldo torrido arriva dopo un inverno ed una primavera scarsamente piovosi.

In primavera la coltura della vite ha tratto giovamento dalle temperature più elevate rispetto alla norma: infatti la fioritura è stata molto anticipata. Ma tutto questo è andato oltre quando le piogge hanno continuato a scarseggiare e le temperature si sono innalzate troppo per questo periodo dell’anno.

I terreni risultano particolarmente asciutti, la vegetazione continua ad essere stentata ed in alcuni vigneti, soprattutto quelli esposti a Sud e di alta collina, si avvertono segni di sofferenza delle viti dovuti alla perdurante siccità ed alla disidratazione.

La preoccupazione principale, più che per il caldo, è legata alla mancanza d’acqua.

Dobbiamo iniziare a fare i conti con queste condizioni climatiche sempre più estreme e dobbiamo trovare il modo di accumulare l’acqua quando c’è, di recuperare le acque reflue oppure di prevedere di realizzare pozzi artesiani (con sistema di pompaggio ad energia solare) per irrigare con impianti a goccia.

Questa è l’irrigazione di soccorso: una pratica agronomica che, in annate molto calde e siccitose, contribuisce a migliorare la qualità delle uve, supportando il metabolismo delle viti, garantendo al vigneto l’indispensabile nutrimento, per cercare di mantenere adeguati i livelli produttivi o, in alcuni casi, per garantire addirittura la sopravvivenza del vigneto stesso.

Infatti un conto è il moderato stress idrico che la vite è in grado di sopportare ed un altro è la siccità perdurante accompagnata da temperature particolarmente elevate rispetto alla norma.

Una vite che soffre per mancanza d’acqua è uno spettacolo triste: dapprima smette di respirare attraverso le foglie, per limitare l’evaporazione della poca umidità rimasta al suo interno, poi inizia a perdere le foglie, infine abbandona completamente i frutti, che si disseccano. A questo punto, i danni possono essere irreversibili, fino a causare la morte della vite: per questo l’irrigazione di soccorso è non solo utile alla qualità delle uve, ma indispensabile alla sopravvivenza del vigneto.

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