Andrea Scanzi. Elezioni: Comunque vada, sarà tragedia. Buona catastrofe a tutti!

Che spettacolo! Andremo a votare tra neanche due mesi. Non sto proprio nella pelle. Immagino che il lettore tipo del Fatto Quotidiano abbia le idee un po’ confuse e si trovi davanti cinque opzioni. Analizziamole.

Astenersi. E’ un’opzione lecita, perché la stragrande maggioranza dei politici attuali mette ora malinconia e più spesso orrore. Non sarò quindi io a insultarvi se vi asterrete. Sappiate però che ogni astenuto farà un regalo alla Meloni, perché a chi vince le elezioni non interessa il numero di chi li vota ma la percentuale. Più starete a casa più la Meloni (e derivati) cresceranno. Per questo, benché con l’entusiasmo di un morto, io andrò a votare. E spero anche voi.

Pd. E’ l’opzione ideale per chi ama “il voto utile” e per chi andrà alle urne con l’unico obiettivo di “fermare il nemico”. Da sempre il Pd è il partito del “meno peggio” e del quieto vivere, un brodino lesso che non esalta e non scontenta mai fino in fondo. Alle prossime elezioni Letta e i suoi potranno giocare la carta lisa dei salvatori della patria. A titolo personale, non potrei mai votare un’alleanza dove figurano personaggi oltremodo colpevoli come Renzi (che non è migliore della Meloni), Brunetta (che non è migliore di Salvini), Calenda (che non esiste) e Di Maio (che ha meno voti di una lavatrice depressa). Meraviglioso, poi, come Letta abbia perdonato tutti: il tradimento di Renzi nel 2014, le stronzate di Di Maio su Bibbiano, le prese per i fondelli di Calenda, gli attacchi sotto la cintura di Brunetta alla sinistra. Tutti perdonati tranne Conte, che ha fatto un gesto empio paragonabile “allo sparo di Sarajevo” (sic). Daje Enrico! Un simile minestrone centrista è davvero obbrobrioso, e questa trasformazione lettiana dal Campo Largo al Campo Laido è un regalo immenso alla Meloni. Preparate i brindisi con l’olio di ricino: dal 26 settembre andrà a ruba.

Articolo Uno. Immagino fosse l’opzione preferita di molti fino a ieri, anche “solo” per stima nei confronti del grande Bersani, solo che Bersani non si candiderà e Speranza è intenzionato a dire “sì” al Campo Laido di Letta. Legittimo, ma anche mediamente allucinante: davvero Bersani e Speranza vogliono intraprendere un viaggio con Renzi, Calenda e Brunetta? Cosa c’entrano? Lo sanno, ad Articolo 1, che stando al sondaggio di Termometro Politico il 56.9% degli italiani non gradiva il governo Draghi e il 70% non voterebbe una lista draghiana? Bah.

Sinistra Italiana. Fratoianni è stato uno dei pochi ad avere il coraggio e la decenza di fare opposizione. Si è detto disposto ad allearsi col Pd se il Pd rinuncerà all’agenda Draghi e a gente come Calenda, che è come dire di essere disposti ad andare da Giletti se Giletti farà tivù garbata e intelligente. Fratoianni ha un grande punto debole: i numeri esigui. Se corre da solo o in coppia con Europa Verde rischia di evaporare, se si allea col Campo Laido (ammesso che lo vogliano) si snatura. Potrebbe unirsi ai 5 Stelle, per creare una sorta di Polo Mélenchon, ma Conte vuole?

M5S. Conte ha fatto bene a uscire dal governo Draghi, ma lo ha fatto tardi e male. Ora verrà additato come l’irresponsabile da quasi tutti. Avere la stampa contro non è una novità e spesso porta bene, ma le settimane per recuperare consensi sono poche, senza Di Battista gli acchiappavoti dentro i 5 Stelle non esistono e l’obiettivo dei sogni è un 10/15% per poi stare all’opposizione. Serve una classe dirigente quasi tutta nuova. Serve aprirsi alla società civile. Serve dialogare con Fratoianni e (se ci stesse) Bersani. Serve pensare a Mélenchon. E probabilmente serve anche andare a Lourdes.

Comunque vada, sarà tragedia. Buona catastrofe a tutti!

(Oggi sul Fatto)

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Ovviamente il 90% dei commentatori non avrà letto il pezzo ma si limiterà a rispondere alla domanda formulata nella foto. Daje apocalisse!