ORSANTI

Li chiamavano “orsanti”, ed erano girovaghi artisti di strada e suonatori ambulanti, specializzati nel fare spettacolo con animali ammaestrati. Erano i poveri precursori del circo zoologico; si muovevano a piedi o coi carri, esibendosi nelle grandi città in occasione delle fiere e giravano tutta l’Europa, ma di loro si sono trovate tracce anche in Scandinavia, in Africa settentrionale, nel Medio-oriente.

Le compagnie di orsanti addestravano per le proprie esibizioni anche scimmie, istrici, cavalli, pappagalli o cammelli, ma il pezzo forte era l’orso, il cui peso poteva raggiungere i 350 chili e una volta alzato sulle zampe posteriori, anche due metri di altezza.

Molti di loro provenivano dalle valli appenniniche incassate fra Emilia, Toscana e Liguria (a Compiano, in alta Val Taro, è allestito un “Museo degli Orsanti”).

Sono tante le attestazioni iconografiche di questa secolare arte e professione:

stampe romane di Pinelli

incisioni inglesi e russe,

un dipinto di Antonio Ligabue (che probabilmente aveva visto la scena in Germania), foto d’epoca novecentesche ecc.

Ma a me piace particolarmente la miniatura medievale finale:

Far ballare l’orso, va bene, ma far ballare una cinghiala che allatta… non è mica da tutti…!!