Il pregiato salame tra i tesori da salvare a difesa e tutela della biodiversità

Made in Italy: con siccità, crisi e peste dei cinghiali “a rischio” il Nobile del Giarolo

Motori del turismo nazionale ed estero, in totale in Piemonte sono 342 i tesori del gusto

Per la provincia di Alessandria spicca il Salame Nobile del Giarolo tra i 5.450 tesori Made in Italy a tavola messi a rischio da siccità, crisi economica e peste dei cinghiali.

E’ quanto emerge dal nuovo censimento 2022, presentato da Coldiretti, delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Una mappa dei sapori, della tradizione e della cultura della tavola Made in Italy che vede nei primi tre posti del podio la squadra di pane, paste e dolci (1616), quella di frutta, verdura e ortaggi (1577) e il gruppo delle specialità a base di carne (822), seguiti dai formaggi (524) e dai prodotti della gastronomia (320), ma non mancano bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, i mieli, i prodotti della pesca e i condimenti dagli olii al burro, in un viaggio del gusto che tocca anche gli angoli più nascosti del Paese, un bacino strategico di ricchezza enogastronomica che è fra i principali motori del turismo nazionale ed estero in Italia.

L’emergenza idrica non risparmia neppure le tipicità più rare e, trattandosi di piccole produzioni con quantità ridotte, il rischio è che vengano letteralmente cancellate. Il Piemonte conta 342 prodotti tipici nella mappa del gusto e, in occasione dell’Assemblea Nazionale Coldiretti, ne sono stati esposti diversi: dal Salame Nobile del Giarolo alle lumache di Cherasco, dal Bicerin al Ratafià, dalla bagna cauda al bagnet ros e verd, dalla toma di Lanzo al Brus, dal fagiolo di Saluggia ai mieli del Piemonte fino al Vemouth ed alla Cognà.

“Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa. L’Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco

Non è, infatti, un caso che nei piccoli borghi nasca il 92% delle produzioni tipiche nazionali, secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, e la nostra Regione ha il maggior numero di piccoli comuni: ne conta 1.046, cioè il 18,99% del totale nazionale, che sono il luogo principe dove assaggiare le produzioni locali della tradizione, oltre che dove indirizzare il turismo rurale.

“Per questo è necessario difendere questo patrimonio dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione perché il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che ha vinto puntando sui valori dell’identità e della biodiversità”, ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco