Enel avvisa: “Nel 2023 ancora scarsità di gas e prezzi dell’elettricità alti”

L’ad del Gruppo Enel, Francesco Starace: “Non mettere un tetto al prezzo del gas a livello europeo è un errore”. E l’azienda si prepara a lasciare le attività in Russia

28-07-2022 20:14. Agenzia DIRE

Economia e Fisco Roberto Antonini

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ROMA – “Pensiamo che nel 2023 i mercati resteranno condizionati da una scarsità di gas che incrementerà e credo che i prezzi dell’elettricità resteranno tesi e alti, ma crediamo che il sistema che abbiamo messo in campo ci protegga e in modo affidabile”. Francesco Starace, ceo del Gruppo Enel, lo dice rispondendo alle domande degli analisti nel corso della conference call sui risultati del primo semestre.

IMPROBABILE UN TETTO AL PREZZO DEL GAS

Non prevediamo una possibile discesa del prezzo del gas a meno che si trovi un accordo a livello europeo per un tetto al prezzo del gas“, dichiara Starace, ma “un price cap Ue sul gas non è a oggi nello schermo del radar, non c’è un accordo per mettere un tetto al prezzo e questo è un errore. È possibile che qualche singolo Paese applichi tetti, come ha ha fatto la Spagna, e questo sarebbe difficile da gestire”. Insomma, ribadisce il ceo Enel, “allo stato attuale, nel futuro prossimo non vediamo tetti al prezzo del gas e quindi manteniamo uno scenario ispirato alla cautela“.

STARACE (ENEL): “CON STOCCAGGI E MISURE INVERNO OK SENZA GAS RUSSO”

Per quanto riguarda un eventuale stop delle forniture di gas russo, “ieri il ministro della Transizione ecologica Cingolani ha detto che gli stoccaggi procedono bene – ricorda Starace – e che l’Italia dovrebbe essere in grado di affrontare un inverno senza gas russo, con alcune misure correttive su tempo e temperature dei riscaldamenti, e un’addizionale produzione di carbone da mettere nel sistema. Questo dovrebbe consentire all’Italia di farcela nell’inverno”.

Ciò detto, ribadisce il ceo del Gruppo Enel, “noi non abbiamo impatti su eventuali tagli del gas russo all’Europa perché non prendiamo gas da loro ma da Algeria e Azerbaigian“, semmai “potremmo avere un impatto se l’Italia dovesse prendere misure per superare un inverno teoricamente senza gas russo”.

L’ADDIO DI ENEL DALLA RUSSIA

L’uscita di Enel dalle attività in Russia “è nelle fasi finali”, assicura Starace, e si prevede “il closing per il terzo trimestre dell’anno”. Enel ha annunciato sottoscritto due distinti accordi, rispettivamente, con PJSC Lukoil e il Closed Combined Mutual Investment Fund ‘Gazprombank-Frezia’ per la cessione dell’intera partecipazione detenuta in PJSC Enel Russia, pari al 56,43% del capitale sociale di quest’ultima, per un corrispettivo totale pari “a circa 137 milioni con un impatto positivo per 630 milioni sull’indebitamento netto consolidato”, precisa Starace.

Con il completamento dell’operazione, Enel cederà tutti i suoi asset di generazione elettrica in Russia, che includono circa 5,6 GigaWatt di capacità convenzionale e circa 300 MegaWatt di capacità eolica in diverse fasi di sviluppo, garantendo continuità ai propri dipendenti e clienti. Enel ha precisato di avere comunque già adottato o promosso alcune misure che hanno comportato la cessazione della direzione e coordinamento nei confronti di Enel Russia.

Il perfezionamento dell’operazione è soggetto all’avveramento di alcune condizioni sospensive, tra cui il rilascio dell’autorizzazione da parte della Commissione governativa russa per il monitoraggio degli investimenti esteri e del Servizio federale antimonopoli russo.

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