Qualcuno che conosco?
Certo che no!

Gli ho fatto visita
silenziosamente, al lume di candela.
Le sue follie gli ballavano attorno
profumate, seducenti
insieme alle bugie.

Non è stato facile
non voleva stare fermo
Era in fibrillazione
o era un’apparizione?

Pieno di lamiere contorte
come un veicolo dopo
un incidente,
non era illuminato
nemmeno al buio
ln penombra direi,
ma già in agguato.

Gli andavo in braccio
con tenerezza e rabbia,
la rabbia delle piccole insolenze
con le punte spinose di carciofo
che solo io e lui sapevamo a chi

Tra le lamiere si formava di continuo qualche
ombra spezzata: un’ immagine, un volto,
una parola
e lui lì soprattutto indugiava
dove ancora non si sa ciò che comincia
Quasi che l’ inizio potesse già dare conto della fine
e anche di una non-fine

Ha un’amante,
si girava di continuo a cercarla,
il suo sguardo gli arrivava
da un abisso in movimento
e in quell’abisso lui con gratitudine
precipitava
ma non so se poi i due si incontrano
quando io sono senza rossetto

Val la pena
essere l’amante di uno
sconosciuto?

Mi ha detto soltanto: ecco sei venuta