La CUB SANITA’ ALESSANDRIA, valutate le ultime sentenze, i numerosi ricorsi, i propositi provenienti da diverse forze sociali nonché dalle sezioni periferiche di alcuni ordini professionali, letti i più recenti risultati scientifici, ritiene che si debba sin da subito porre fine alla assurda sospensione del personale sanitario che non ha adempiuto all’obbligo vaccinale. 

Si tratta di personale sano che ciononostante non può prestare servizio presso gli Ospedali e le RSA ed ovunque vengano richiesti certificati di vaccinazione o green pass che non danno nessuna garanzia di interrompere la catena di infezioni, come proprio il personale sanitario ha potuto constatare nel corso di quest’anno.

Riteniamo che la sospensione senza stipendio del suddetto personale non possa trovare alcuna ragionevole giustificazione, anzi rappresenti un immotivato ed irrazionale accanimento verso quella parte di professionisti che nel corso del tempo hanno dimostrato di affrontare la crisi di questi anni mantenendo una capacità di osservazione, analisi ed una costante volontà di reperire le informazioni scientifiche da una pluralità di fonti, come ogni solida coscienza critica abitualmente fa. Nessun paese europeo conserva questa inutile misura, frutto di un ministro ancora in carica che è responsabile della disastrosa gestione delle ultime epidemie.

La CUB SANITA’ ALESSANDRIA ha lottato in questi due anni contro ogni lettura approssimativa, contro le riduzioni dei diritti dei lavoratori, contro la riduzione della qualità delle prestazioni erogate dal sistema sanitario, contro la riduzione della medicina territoriale, contro l’espulsione dei professionisti meno inclini ad atteggiamenti servili verso il potere; fenomeni, tutti questi, correlati alla crisi procurata dalle continue emergenze epidemiche, democratiche, militari, economiche.

E’ venuto il momento di porre fine all’emergenza continua, allo stato d’eccezione, e con esso alla sospensione di personale sano e ingiustamente sospeso, che ha il diritto di lavorare e senza il quale, peraltro, quest’autunno i nostri Ospedali si troveranno a dover ridurre le prestazioni in quanto la costante carenza di medici, infermieri e Oss potrebbe essere aggravata dal prevedibile incremento delle malattie stagionali. 

Gli ordini professionali, gli Ospedali, le istituzioni piemontesi abbiano il coraggio di ammettere, come è stato fatto in altre regioni, la necessità del reintegro del personale sospeso. Ciò non sarà sufficiente a riparare gli errori commessi ed interrompere le cause in corso, ma contribuirà a dare una svolta ad un sistema sanitario regionale ormai compromesso dalle inefficienze, che invece di migliorarsi e potenziarsi e coinvolgere nelle decisioni i soggetti direttamente interessati come i sindacati e la cittadinanza, opta per l’esternalizzazione di tutti i servizi compresi i Pronti Soccorso, come sta succedendo a Tortona.

Morandini Alessandro

CUB SANITA’ ALESSANDRIA