Per spreco alimentare si intende qualsiasi sostanza sana e commestibile che in ogni fase della catena alimentare, invece che essere destinata al consumo umano, viene sprecata, persa, degradata.
Ogni anno un terzo della quantità totale di cibo prodotto mondialmente viene perso o inutilizzato, un numero corrispondente a ben 1,6 miliardi di tonnellate. Un valore che con il passare del tempo invece che diminuire aumenta; la previsione per il 2030 supera infatti i 2 miliardi di tonnellate di cibo sprecato. Il tipo di spreco alimentare si differenzia in base al paese in considerazione. Infatti, i Paesi in via di sviluppo tendono a concentrare lo spreco nella prima fase, specialmente dopo la raccolta, a causa di tecnologie poco sviluppate e di condizioni climatiche che non permettono una corretta coltivazione. Per i Paesi sviluppati avviene invece il contrario: lo spreco alimentare si concentra nelle fasi di distribuzione e consumo, ovvero le fasi finali della filiera. Questo perché nei Paesi caratterizzati da un’economia stabile le quantità di cibo sono sempre più abbondanti e i consumatori sempre più selettivi, quindi non sempre il rapporto domanda/offerta è in equilibrio. Lo spreco alimentare prende luogo soprattutto all’interno delle case, infatti nel 2021 il cibo buttato nella spazzature assume un valore di 7.37 miliardi, una cifra esorbitante. La frutta fresca è in assoluto la categoria di cibo più sprecata, insieme alle verdure come insalate, cipolle, aglio e tuberi. Tra i cereali, l’alimento che viene più sprecato è il pane fresco; da prestare attenzione anche a latte e derivati. La chiave per evitare tutto ciò sta nell’adottare un’ottica sostenibile, focalizzandosi su piccoli gesti capaci di aiutare il pianeta e gestendo così al meglio il nostro consumo alimentare.
Tanto semplice, quanto banale, una buona lista della spesa può aiutare a svolgere l’acquisto di cibo in maniera intelligente. Nel caso in cui, invece, dovessero rimanere degli avanzi dopo i pasti, è bene non gettarli subito, ma conservarli per riutilizzarli o rielaborarli.

Il pane inteso come diritto di tutti diviene strumento di attenzione ai concetti della solidarietà e della coscienza all’esistenza del disagio economico. Con il suo scrivere semplice Rodari arriva dritto al cuore di bambini ed adulti, trasformando la schiettezza democratica di questo alimento in un potentissimo messaggio universale.

Il Pane

S’io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.

Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall’India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia!

*Tutti hanno diritto al pane, come scrive nella sua meravigliosa semplicità Rodari, tutti, bimbi, animali e uomini di tutte le razze e condizioni sociali ma nella realtà c’è chi lo spreca senza riguardo, tonnellate di cibo che per negligenza finisce nella spazzatura in una catena di disequilibrio sempre più intollerabile.