Il 4 agosto 1792 nasce nel  Sussex  (Inghilterra)PERCY BYSSHE SHELLEY che con Jhon Keats e Lord Byron è annoverato tra i più grandi poeti del romanticismo.
Ribelle e visionario ,è ispirato dall’ideale della libertà .Lascia opere memorabili come “Ozymandias “ Ode al vento occidentale “ A un ‘allodola” “la maschera dell’anarchia”.Sono però i poemi “Prometeo liberato “ e Adonais” i capolavori che ispirano le generazioni di poeti successivi.

Innamorato dell’Italia, rimane ispirato dalla Liguria e da Porto Venere .Muore affogato a soli 30 anni nel 1822  durante una gita in barca a Lerici e il suo corpo rinvenuto nei pressi di Viareggio.

Di nobile discendenza, fin da ragazzo mostra un’anima inquieta e ribelle che lo porta ad essere espulso dall’università di Oxford per aver scritto senza voler ritrattare  un opuscolo sull’ateismo e a sposarsi giovanissimo .Crede in una specie di pantesimoe misticismo  ed avverte forze segrete e vitali nella natura : sostenitore della libertà anche in amore, non fa del matrimonio un vincolo,neppure quando si sposa in seconde nozze con  Mary, figlia del filosofo William Godwin sostenitore del socialismo utopistico ed dal  quale apprende idee radicali e conoscenza approfondita di testi filosofici.

Mary autrice del romanzo “FranKenstein”, lo segue in Svizzera e poi in Italia dove Shelley cerca un clima più congeniale alla tisi. Qui vaga tra i colli Euganei,Venezia ,Roma, Livorno fino a stabilirsi nei pressi di Lerici a villa Magni.

Secondo Shelley  il poeta ha una sacralità quasi religiosa in quanto ha il compito di svelare le verità profonde celate sotto l’apparenza sensibile. Nei suoi testi questa verità viene suggerita attraverso sensazioni indefinite e risonanze fantastiche dove la voce lirica della natura si fonde con l’io lirico .

Il suo linguaggio possiede straordinaria forza evocativa e onirica,come accade nella personificazione del vento (“Ode al vento occidentale”)che esaltano sia la parola che la sacralità della natura e delle forze misteriose che la governano.