Don Giovine

Don Giuseppe Giovine il confessore in bicicletta, di Pier Carlo Lava

Alessandria: Continua il nostro viaggio a ritroso nel tempo in un passato che molti non conoscono e tendono a dimenticare per ricordare e presentare chi erano i personaggi ai quali sono intestate le strade e le piazza della nostra città.

Oggi il nostro percorso è stato breve visto che abitiamo in zona, ci troviamo in via Don Giuseppe Giovine al quartiere Borsalino il più piccolo ma il più verde della città, in una zona periferica in prossimità del fiume Bormida, della tangenziale e in direzione delle città di Novi Ligure e Tortona che si trovano a circa 20 km da Alessandria.

Il quartiere Borsalino è l’ultimo nato ad Alessandria i primi palazzi furono costruiti nel 1977, nello stesso c’è un piccolo Centro Commerciale con diverse attività commerciali, fra le quali il bar Smeraldo, la tabaccheria – alimentari, il barbiere di Mimmo, la pizzeria ristorante La Dolce Vita, l’asilo Pastellinaria, il residence per anziani Il Platano, il Mercatino dell’usato, la clinica Città di Alessandria, il discount Eurospin, il magazzino Scampoli e tessuti, la palestra e piscina Pianeta Sport, la pizzeria Il Grande Fratello e la Chiesa SS Apostoli di Don Silvano.

Nel quartiere Borsalino ci sono solo tre strade una delle quali ,la più importante , è via Don Giuseppe Giovine ma chi era questo personaggio da quale prende il nome la strada?

Don Giuseppe Giovine note biografiche

La presenza salesiana nella nostra diocesi è molto antica. Lo stesso fondatore San Giovanni Bosco era solito recarsi in Alessandria per confessare i condannati a morte. Tra i numerosi sacerdoti che si sono alternati in città, viene ricordato con particolare affetto don Giuseppe Giovine.

Il sacerdote, ultimo di nove figli, nacque a Nizza Monferrato il 9 febbraio 1892. Ricevette la cresima il 13 dicembre 1903 e subito dopo accolse la proposta di entrare nel seminario di Acqui.

Vi rimase meno di un anno, dopo aver subito dei torti, e decise di non tornarvi. Nell’ottobre 1905 fu alunno al San Giovanni a Torino dove conobbe sempre di più la figura di Don Bosco, e infine frequentò la terza e quarta ginnasiale al San Carlo di Borgo San Martino, dove era direttore don Giovanni Battista Rinaldi.

Fu qui che maturò il desiderio di divenire salesiano. Il giovane Giuseppe terminò il noviziato nel 1910: egli poteva dirsi “salesiano” anche se legato alla congregazione con i voti triennali.

Nel 1913 conseguì il diploma e nel mese di luglio rinnovò i voti triennali. Il 24 maggio 1915 venne chiamato alle armi e così dovette lasciare la cattedra a Borgo San Martino.

Terminata la guerra ricevette gli ordini minori e il 14 giugno 1919 venne ordinato sacerdote. Nell’estate dello stesso anno vinse il concorso nelle scuole di Borgo e divenne insegnante di ruolo.

Arrivò in Alessandria solamente nel 1934, e qui assunse il ruolo di confessore all’istituto “San Giuseppe” in via Santa Maria di Castello.

Don Giovine fu molto richiesto nelle parrocchie della diocesi: per predicare nelle varie occasioni raggiungeva queste mete con mezzi di fortuna o a piedi, finché nel 1941 a 50 anni decise di imparare ad andare in bicicletta.

Fu così che degli ultimi anni della sua vita chi lo conobbe ricorda le sue infinite pedalate per raggiungere questa o quella parrocchia. Don Giovine, così chiamato da tutti, morì il 24 gennaio 1969.

Ricordato come valido predicatore e insegnante, fu acclamato dal popolo come Santo.

Alessandro M. Capra

da: lavocealessandrina.it