Trainato da fiducia consumatori, 1 alessandrino su 5 consuma regolarmente prodotti bio

Ancora in attesa della piena applicazione della Legge 23 approvata quest’anno in Parlamento

Coldiretti è pronta a rilanciare l’agricoltura biologica e biodinamica e a svolgere un ruolo incisivo per valorizzare le produzioni, creare un mercato, ma soprattutto diffondere la cultura delle produzioni biologiche Made in Italy.

Diversi i problemi da affrontare. Il primo è la questione del biodinamico che è fortemente correlato con il biologico in particolare per quanto riguarda la cura del suolo. Un’altra questione importante è la perdita di redditualità delle imprese che è dovuta al fatto che manca l’indicazione della distintività. Bisogna lavorare per sostenere il legame con i territori e la stagionalità delle produzioni.

Altro tema è la grande distribuzione che preferisce acquistare prodotti bio esteri. E, infine, le mense scolastiche. E’ vero che i bandi garantiscono una corsia preferenziale ai prodotti biologici, ma poi si scopre che il 90% arriva dall’estero.

“Serve un nuovo racconto che parta dall’origine del prodotto bio, dai territori, veicolato anche grazie alle vendite dirette e quindi dalla rete dei mercati di Campagna Amica. Ma è necessario anche un salto di qualità sui redditi creando un mercato e soprattutto una cultura del bio fornendo informazioni sui prodotti dove l’etichetta è lo spartiacque per informare correttamente il consumatore che deve avere certezza di quello che acquista. Solo in questo modo si può portare valore aggiunto al bio italiano. La sfida è diffondere la cultura del biologico anche presso le istituzioni e, come per le produzioni agricole tradizionali, una scelta obbligata è investire nell’Agricoltura 4.0”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

A livello nazionale ci sono oltre 86mila imprese agroalimentare bio, in Piemonte sono oltre 50 mila gli ettari coltivati con metodo biologico per 3 mila operatori certificati tra produttori, trasformatori, preparatori ed importatori.

Oltre 300 i produttori bio della provincia di Alessandria, per consumi cresciuti a livello territoriale con un +12% delle vendite al dettaglio grazie ad un’impennata della domanda ininterrotta da oltre un decennio.

Un successo trainato dalla fiducia dei consumatori con 1 alessandrino su 5 che consuma regolarmente prodotti bio ed è disposto a pagare anche di più per acquistare un prodotto certificato bio, mentre il 13% dei consumatori è certo che, nel prossimo futuro, aumenterà la spesa per portare in tavola prodotti biologici.

“Dobbiamo ridare centralità all’agricoltura anche nella filiera del biologico perché il biologico rappresenta uno straordinario strumento per lo sviluppo delle nostre campagne e consente di avvicinare sempre di più i consumatori al mondo agricolo – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Il biologico si inserisce a pieno titolo nel modello dell’agroalimentare made in Italy sostenuto da Coldiretti, già fortemente caratterizzato per l’attenzione alla qualità, alla salute dei consumatori e alla tutela dell’ambiente. Temi e obiettivi che, proprio nel biologico, trovano la loro piena definizione”.

Per Coldiretti è chiara la necessità di costruire filiere biologiche interamente italiane e di riuscire a comunicare, anche nelle etichette del prodotto biologico, l’origine made in Italy della materia prima agricola, come peraltro previsto nella Legge 23 sull’agricoltura biologica, approvata quest’anno in Parlamento e della quale si è in attesa della piena applicazione.

Coldiretti Alessandria

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