I VICERE’ di Federico De Roberto, recensione di Andreina Uissi

Andreina Ulissi

Ambientato in Sicilia nel periodo 1855-1882. Sullo sfondo gli avvenimenti nodali e i rilevanti cambiamenti della Storia siciliana e d’Italia.

Protagonisti i componenti della famiglia Uzeda, d’alta aristocrazia, “i Viceré”, nelle loro vicende private e pubbliche.Sono rimasta colpita dal comportamento e dal significato di alcune frasi pronunziate da individui di spicco animanti la saga, terminologie e atteggiamenti d’approccio purtroppo molto comuni ai giorni nostri, in questo caso dovuti a decenni di pessima politica e scarsa rappresentazione dell’interesse del privato cittadino nonché i soliti caos tra partiti e politicanti e inghippi elettorali vari. Ma rimanendo nel testo c’è un passaggio negli ultimi capitoli, ad esempio, ove il Duca parlando con un parente del nipote ribelle Consalvo, lo scellerato che qualche anno prima neanche ventenne s’era dato alla bella vita accumulando ingenti debiti poi ricaduti sulla famiglia, dichiara apertamente e con sorprendente naturalezza:

“Pensi ancora alla destra e alla sinistra? – esclamò ridendo il Duca, che aveva in tasca la formale promessa d’un seggio al Senato – Non vedi che i partiti vecchi sono finiti? Che c’è una rivoluzione? Chi può dire che cosa uscirà dalle urne a cui hanno chiamato la plebe? Un vero salto nel buio…” 

E dunque, non c’è affatto da meravigliarsi: niente è cambiato in oltre un secolo di storia della nazione o per meglio dire, rovesciando il senso della frase, se pensavamo di trovare almeno nei primi anni di unità nazionale più purezza e meno guerriglie, più fiducia nelle istituzioni di conseguenza maggiore energia costruttiva da parte del popolo stesso – da quel momento reale protagonista e artefice del proprio futuro – ci sbagliamo di grosso!

Nel libro emergono altri temi importanti e attuali quali il danaro, l’onore, le battaglie legali per successioni ereditarie con relativi conflitti e ripicche tra fratelli di sangue e parenti vari, il prestigio, la discordia familiare, l’infedeltà coniugale, l’avidità di fama e soldi, l’avarizia anche di sentimenti, insomma di tutto un po’…

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