L’OSPITE INATTESO di Patricia Gibney, recensione di Marcella Nardi

Marcella Nardi

Come dico sempre, recensire un romanzo, un thriller in questo caso, non è mai facile perché il giudizio è molto personale e si potrebbe incorrere nel rischio di fare spoiler.

Non vi parlo della trama (in sinossi potete leggere quello che è stato pubblicato), ma di ciò che mi ha colpita. Il romanzo è incentrato su una triste realtà vissuta da alcuni dei personaggi durante la loro infanzia di stenti e terribili maltrattamenti, a opera di rappresentanti del clero cattolico irlandese. La storia si svolge su due piani temporali distanti quarant’anni. Una storia fatta di silenzi, omertà, insabbiamenti e complicità. Eventi difficili da affrontare e narrati, perché vissuti, attraverso gli occhi delle piccole e innocenti vittime di allora: orrori di un male inspiegabile.

Una storia triste ma stupenda al tempo stesso. Un intreccio di personaggi, situazioni e luoghi mirabilmente descritti e dettagliati.

Patricia Gibney ha dato vita a una detective intrigante, Lottie Parker. Una vedova di quarantaquattro anni che dopo tre anni ancora non è riuscita a elaborare il dolore della perdita e la cui vita le sta scivolando via trascinando con sé i tre figli adolescenti e mettendoli, inevitabilmente, nel mirino del male. A tutti gli amanti dei gialli, come me, questo è un libro da leggere e che, come si suole dire, vi terrà incollati alle pagine fino a scoprire la verità.

Sinossi

La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino…

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